Blasi: “Salvare l’acqua è una questione di civiltà e democrazia”

L'esponente del Pd interviene sulla delicata questione dell'Acquedotto Pugliese

L’acqua è un bene della collettività, insostituibile per la vita di ognuno di noi. La sua fruizione non può dipendere dalle leggi di mercato, ma deve essere tutelata e garantita. Apprezzo la presentazione del disegno di legge che il Presidente Vendola ha ufficializzato affinché l'Acquedotto Pugliese torni ad essere pubblico. Sono convinto che l’acqua e la gestione dei servizi ad essa collegati debbano essere affrontati in un quadro chiaro ed estremamente evidente che allontani ogni egoismo del territorio. Tutti noi dobbiamo unirci insieme contro l'idea di una privatizzazione; dobbiamo evitare che in futuro l’acquedotto dei pugliesi possa finire nelle mani di multinazionali che, per i loro interessi economici e finanziari, aumentino i prezzi del servizio e decidano su un bene comune, che è un diritto umano fondamentale per la vita di ogni uomo. Dobbiamo prendere coscienza che l'acqua deve essere accessibile a tutti e deve essere gestita nell’interesse generale della collettività. L'acqua non è una merce e i cittadini pugliesi non posso essere considerati dei clienti. L'acqua deve essere garantita a tutti e la sua buona gestione pubblica deve costituire un bene positivo per tutti. Questo progetto deve garantire alle prossime generazioni la difesa del diritto e del bene acqua. L’Acquedotto Pugliese è un bene pubblico e comune, che va difeso con tutte le nostre forze come noi pugliesi sappiamo fare bene. Salvare l’acqua è una questione di civiltà e democrazia!

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