Una Dacia per l’estate

Ecco una storia intima e struggente, che mette a nudo sentimenti delicati e pudichi, lievi e profondi al tempo stesso

Recensire un libro di Dacia Maraini non è mai un esercizio facile perché per me Dacia è una delle più grandi scrittrici italiane; ammetto quindi la difficoltà iniziale di leggere con distacco critico quello che scrive, che sia un reportage, un romanzo, un saggio o un semplice articolo di giornale. Tra l’altro, ho avuto anche l’opportunità di conoscere di persona questa scrittrice: avvenne a Lecce parecchi anni fa quando prese parte ad un lavoro didattico nelle carceri, di cui lei era la domina, attraverso la lettura e la critica di testi italiani a cura dei detenuti. Il suo romanzo “Dolce per sé” me lo sono trovato tra le mani in una casa al mare di cui ero ospite e me lo sono requisito (con l’impegno di restituirlo, ovviamente) “perché Dacia Maraini – ho candidamente detto alla padrona della casa e del libro – è la mia scrittrice preferita”. Anche questo lavoro del 1997 non smentisce la fama dell’autrice. E’ un racconto fatto attraverso una corrispondenza unidirezionale tra Vera, una signora cinquantenne e una bimba di sei anni, Flavia, che lei conosce perché nipote del suo amato compagno Eduardo, un giovane violoncellista; una storia intima e struggente, che mette a nudo sentimenti delicati e pudichi, lievi e profondi al tempo stesso. Questa ragazzina, la vediamo prendere forma attraverso le poche descrizioni del suo cappellino con le ciliegie e le scarpette rosse, ed il suo carattere fiero e deciso esce fuori in pochi tratti: una scelta narrativa di straordinario fascino perché lascia al lettore lo spazio di disegnare il resto dei lineamenti interiori e fisici del giovane personaggio attraverso un linguaggio colloquiale e puntuale al tempo stesso, ricco di citazioni e di approfondimenti culturali. Ma non mancano passaggi più duri, nei quali l’autrice tratta temi forti sulla vita e sull’amore, e anche sulla morte, come il racconto struggente della scomparsa della sua amata sorella Yuki, che non sempre una bambina potrebbe recepire, ma che sembrano dire: “Bimba mia, la vita è anche sofferenza”. Insomma, la contaminazione iniziale da Leopardi, dal quale la Maraini prende il titolo, rigenera le sue “Ricordanze” ed è l’ultimo dei pretesti intellettuali per leggere questo libro dominato dai sentimenti e dalla musica. Ma volevate che non mi piacesse un romanzo di Dacia Maraini la cui protagonista si chiama Flavia? Dolce per sé di Dacia Maraini Edizioni Rizzoli, (La Scala)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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