Il Tacco è “Campione” di Puglia

Ricevere il premio “giornalista di Puglia – Michele Campione” è stata la soddisfazione professionale più grande

E’ stata la soddisfazione professionale più grande. Ricevere il premio “giornalista di Puglia – Michele Campione” è come sentirsi dire: “Hai fatto bene, continua così”. C’era tutto il gota del giornalismo pugliese a Bari, il 28 febbraio. Il premio, conferito dall’Ordine regionale dei giornalisti e organizzato con la collaborazione della famiglia Campione, per la prima volta è andato ad una salentina. Il 60% delle promozioni all’esame di Stato per diventare giornalista professionista, da qualche anno, è donna. Siamo noi che ci guadagniamo i punteggi più alti. Ma sono poche quelle che sfondano il tetto di cristallo, diventando direttori di testata. Sulla difficoltà di conciliare professione e famiglia, non a caso si è concentrato l’intervento di Marida Lombardo Pijola, barese, inviata del Messaggero e scrittrice, che ha ricevuto il premio alla carriera. La giuria, composta da membri del Consiglio dell’Ordine insieme ai rappresentanti dell’Università di Bari, della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Bari e del Coni, hanno voluto premiare in generale tutta l’attività di inchiesta “pericolosa e scomoda”, così è stata definita nel corso della cerimonia. “E’ stata una rivelazione e una scoperta – ha detto la presidente dell’Ordine Paola Laforgia – vedere come nella nostra Regione, in particolar modo nel Salento, ci possa essere una tale vivacità intellettuale da riuscire a realizzare prodotti giornalistici ai massimi livelli”. In particolare l’inchiesta “Cose nostre”, pubblicata sul numero di dicembre del Tacco d’Italia, ha conquistato la giuria che così ha motivato il premio: “Per avere realizzato un’approfondita e articolata inchiesta sui beni confiscati alla mafia in Puglia, documentando cittadina per cittadina come nel Salento questi beni siano quasi tutti abbandonati e in uno stato totale di degrado”. Il premio, una targa in cristallo, una litografia del pittore Enzo Morelli e un assegno di mille euro, è stato consegnato dall’assessora regionale alla Cultura, Silvia Godelli, che ha dichiarato: “E’ un piacere per me e anche un onore premiare una giovane giornalista che si misura con temi fondamentali del nostro territorio: l’onore della terra, il senso e il significato dei valori condivisi della legalità, la possibilità di salvare per sempre i territorio del Mezzogiorno da arcaici legami con la criminalità. L’informazione è un bene fondamentale in una società complessa. In assenza di un informazione libera, vera e autonoma c’è una regressione drammatica dei valori di una civiltà. Per questo alle giovani giornaliste e giornalisti che tutti i giorni si misurano con queste responsabilità e che negli occhi hanno il desiderio di guardare avanti, il senso di una profonda solidarietà. Noi abbiamo camminato a lungo, ora il testimone tocca a voi”. Sul Tacco abbiamo affrontato argomenti che ci hanno proiettano in prima linea, abbiamo ricevuto querele fatte con scopo intimidatorio, danneggiamenti e atti vandalici subiti su beni personali e del giornale. Ma il Tacco è solo un numero, solo uno di quei 200 casi di redazioni o singoli giornalisti che hanno subito intimidazioni, censiti in Italia da “Osservatorio Ossigeno per l’informazione” della Fnsi. Ma questa libertà è stata una conquista centimetro dopo centimetro, ed è la cosa più bella a cui non rinuncerò mai. Per questo ringrazio Mario e tutti i giovani colleghi che in questi anni hanno contribuito alla costruzione e alla difesa di questa libertà. In particolare Laura Leuzzi, che nell’inchiesta “Cose nostre” ha dato un grande contributo, come in ogni aspetto della vita del giornale. Ringrazio il mio maestro Adolfo Maffei, un grande giornalista che ha pagato tutto in prima persona perché la sua professione fosse sempre “al servizio” dei lettori e non dei potenti. Ringrazio infine tutti gli inserzionisti, che hanno deciso di investire su questo piccolo miracolo dell’informazione, sapendo di non poter chiedere a in cambio e sapendo che era proprio questo il valore aggiunto che derivava dalla loro presenza sulle nostre pagine: rappresentare l’adesione ad un progetto d’informazione onesta e scollegata da tutti i circuiti di potere. // I numeri Sono 150 i colleghi che quest’anno hanno aderito all’iniziativa dell’Ordine regionale dei giornalisti inviando oltre 300 elaborati, tra servizi e articoli, che sono stati esaminati dalla giuria. Quest’anno, per ognuna della tre sezioni, cronaca, cultura, sport, sono stati premiati un giornalista della carta stampata e uno delle televisioni-radio-agenzie. Questi i nomi dei vincitori di questa settima edizione, in tutto sei: per la sezione cultura-costume Leo Lestingi (Corriere del Mezzogiorno) e Pietro Russo (Tele Blu); per la sezione cronaca Maria Luisa Mastrogiovanni (Il Tacco d'Italia) e Miki de Ruvo (Telebari); sezione sport Alvise Cagnazzo (Calcio 2000) e Pietro Francesco Cristino (Al Dente). Il premio speciale è andato a Ornella Bellucci (Radio Articolo 1).

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