Via Brenta: gli indagati sono undici

Il sostituto procuratore Imerio Tramis ha notificato l'avviso di conclusione indagini, in cui viene ricostruita l'intera vicenda

Sono undici gli indagati nell’inchiesta sui palazzi di via Brenta. Nelle dieci pagine dell’atto di conclusione delle indagini preliminari il sostituto procuratore Imerio Tramis ha ricostruito nei minimi dettagli i vari passaggi che hanno portato alla sottoscrizione, nel 2006, del contratto di leasing per i due immobili da parte del Comune di Lecce, ereditando la sovrastima degli stessi ed una serie di condizione fraudolente concepite in un accordo tra la Sogeco (società che ha costruito gli immobili) e la Selmabipiemme (società milanese di leasing). I nomi nuovi, tra gli indagati, sono quelli di Renato Kobau e Fabio Mungai, amministratore delegato e dirigente della Selmabipiemme. Compare anche Maurizio Ricercato: fu lui, per l’accusa, a redigere la falsa perizia sul valore e la regolarità urbanistica del complesso. Ispiratore dell’affare sarebbe stato Massimo Buonerba, l’ex consulente legale della Poli Bortone. Braccio operativo del progetto Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del Comune di Lecce, ed Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce. Gli altri indagati sono Piergiorgio Solombrino, Roberto Brunetti, Pietro Guagnano, Vincenzo Gallo e Nicola Baldassarre. Per tutti, come si legge negli atti, il reato ipotizzato è quello di truffa ai danni dello Stato. Una truffa concepita nel 2004 e concretizzata, attraverso vari passaggi, come la vendita dalla Sogeco alla Selma e la cessione in leasing al contrario, nel 2006. Nel mezzo cifre gonfiate e atti falsificati, tutto – secondo l’accusa – a scapito del Comune e di un danno patrimoniale di milioni di euro. Una truffa colossale, così come l’ha definita il Gip Ercole Aprile nell’ordinanza di custodia cautelare dell’ottobre scorso.

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