Via Brenta: chiuse le indagini

Notificati agli indagati i provvedimenti di conclusione degli indagini

Sono stati notificati ieri i provvedimenti di chiusura delle indagini per i dodici indagati nel cosiddetto “affare di via Brenta”. Il sostituto procuratore Imerio Tramis ha confermato per tutti l’ipotesi di reato di truffa. Al centro dell’inchiesta il contratto di affitto (poi trasformato in leasing) tra il Comune di Lecce e la società la Selma Bipiemme di Milano. La società milanese, a sua volta, aveva acquistato i due edifici dai costruttori, i fratelli Guagnano, titolari della Socoge. I palazzi, sede del polo della giustizia civile, vennero sovrastimati proprio in favore della Socoge. Nell’ottobre scorso scattarono le ordinanze di custodia cautelare per Giuseppe Naccarelli, l’ex dirigente comunale che ha firmato il contratto, Pietro Guagnano, amministratore della Socoge, e Vincenzo Gallo, il funzionario della finanziaria milanese artefice della trattativa. Oltre a loro nel fascicolo del dotor Trami sono finiti anche l’ex consulente legale dell’allora sindaca Adriana Poli Bortone Massimo Buonerba, l’ex assessore al Bilancio Ennio De Leo, l’ex direttore generale del Comune Piergiorgio Solombrino, l’ex responsabile dell’ufficio Urbanistica architetto Raffaele Attisani, il geometra comunale Roberto Brunetti, il rappresentante di zona della Selma Bipiemme Nicola Baldassarre, due funzionari della finanziaria e un tecnico vicino ai fratelli Guagnano. Nel corso delle indagini sono stati anche sequestrati 6 milioni di euro a Guagnano e 2,3 a Buonerba. Una truffa colossale, come l’ha definita il Gip Ercole Aprile, di cifre gonfiate e planimetrie fasulle, su cui bisognerà accertare omissioni e responsabilità.

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