Eolico a Surano e Montesano, rinviata la conferenza dei servizi

Troppi no e troppe le lacune nella documentazione fornita. La conferenza dei servizi per la realizzazione di impianti eolici è stata rimandata a data da destinarsi

E’ stata rimandata a data da destinarsi la conferenza dei servizi sulla realizzazione di impianti eolici nei territori di Surano e Montesano. Soddisfazione è stata espressa da parte dei sindaci di diversi Comuni presenti alla riunione e dai cittadini riuniti in comitati ed associazioni che non hanno mancato l’incontro di ieri mattina. “E’ stata l’ennesima tappa di un percorso a ostacoli dovuto ed irrinunciabile per la salvezza del paesaggio – ha dichiarato Oreste Caroppo, presidente del Movimento per “La Rinascita del Salento” -. Affrontiamo l'assurda incoerenza di alcuni amministratori con la recente nascita del parco paesaggistico dei Paduli, riconosciuto come primo progetto pilota per il Piano Paesaggistico Regionale, adottato da pochi mesi dalla Puglia per il recupero e miglioramento delle antiche suggestioni naturali e rurali del locale paesaggio, e approvato dai comuni dei Paduli, tra cui Surano e Montesano. Grande sarebbe il rischio di dissesto idrogeologico – ha continuato – causato dall'insediamento di mega torri eoliche in quel contesto geologico e idrologico soggetto anche ad alluvioni stagionali”. Il comune di Nociglia, rappresentato dal sindaco Giuseppe Fracasso si è opposto con forza a quello che Marcello Seclì, presidente di “Italia nostra”, ha definito un “tentativo di stupro speculativo del territorio”. Sulla stessa linea gli amministratori di Supersano, che hanno imposto un veto assoluto agli impianti che “deturperebbero il paesaggio della Foresta Belvedere e della Specchia Torricella, un antico fortilizio risalente alle più antiche epoche dell’insediamento dei Normanni nel sud Italia, in età medioevale”. “Dotarsi di un PRIE (Piano regolatore degli impianti eolici) intercomunale – ha denunciato Italia Nostra – vuol dire aprire la strada all'insediamento di mega impianti eolici, e questo è intollerabile in un territorio piccolo e per il quale il paesaggio è tutto, e dove torri d'acciaio, alte 150 metri circa, sarebbero visibili dappertutto indipendentemente dalla loro ubicazione. L'intercomunalità del PRIE serve poi non per tutelare il paesaggio, come si vorrebbe dare a bere, ma per giustificare insediamenti industriali eolici, di tale immane sproporzione, nelle nostre belle campagne; insediamenti altrimenti illegali data la vicinanza dei comuni”.

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