Cavallino, lei molesta l'ex. Denunciata per stalking

Da circa un anno e mezzo, lui, un coltivatore 60enne di Cavallino, subiva i danneggiamenti della sua ex moglie. E' stata inchiodata dalle telecamere

Lui non la vuole più, ma lei non si dà pace e per oltre un anno continua a danneggiargli auto e altri mezzi personali. Nel mirino, anche la nuova compagna. Protagonisti della vicenda sono un 60enne di Cavallino e la sua ex moglie. La loro relazione è iniziata più di dieci anni e finita nel 2008. Ma non per lei, casalinga 50enne e residente nella zona di Cavallino, che non si è mai rassegnata. Il suo ex da un po' di tempo ha iniziato una nuova relazione sentimentale, e questo non è stato evidentemente accettato dalla donna. Infatti, da circa un anno e mezzo, il 60enne, coltivatore diretto e residente a Cavallino, è stato costretto a sistemare le sue cose danneggiate circa ogni dieci giorni. In una circostanza gli sono state tagliate le ruote dell’Ape usata per andare al lavoro in campagna, altre volte tagliato il telone del veicolo, per non parlare delle rigature all'auto. Anche la sua nuova compagna, si è ritrovata diverse volte con l'auto danneggiata, mentre sul parabrezza si è ritovata biglietti minacciosi ed offensivi. Le denunce presentate presso la stazione di Cavallino hanno avviato una indagine che ha consentito di individuare la donna come presunta autrice dei danneggiamenti in questione. Infatti, grazie all’utilizzo di telecamere, è stato possibile filmare la donna in atto. Questa, accortasi dalla presenza di “occhi indiscreti”, coperta da un cappuccio, ha afferrato una trave di legno e con grande ferocia si è scagliata contro la telecamera, forse pensando che così non sarebbe stata riconosciuta. In realtà le immagini l’avevano già immortalata. Così la casalinga è stata denunciata all’autorità giudiziaria per atti persecutori, violazione di domicilio continuata, danneggiamento ed ingiuria. Nella giornata di ieri, su disposizione del Gip del Tribunale di Lecce Saso e su richiesta del Pm Guglielmi, è stata notificata alla donna una ordinanza di applicazione di “divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalle vittime”. E in caso di inosservanza, la misura potrebbe essere aggravata con altre misure più restrittive della libertà personale.

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