Malasanità a Casarano. Aperta l’inchiesta interna

Il vicedirettore sanitario del “Ferrari” ha dato inizio alle convocazioni del personale presente la notte tra lunedì e martedì. Al momento nessuno ha dichiarato di aver sentito la frase shock

La frase shock sarebbe stata male interpretata. E’ questa la versione che emerge dagli ambienti ospedalieri, dopo le prime testimonianze degli operatori sanitari presenti la notte tra lunedì e martedì scorso al presunto maltrattamento di un’anziana paziente che era ricorsa alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari” di Casarano. Il vice direttore sanitario della struttura pubblica, il dottor Giovanni De Marco, ha cominciato ieri ad ascoltare le versioni degli infermieri, cominciando di fatto l’inchiesta interna per stabilire esattamente che cosa è accaduto quella notte tra il medico di turno e Anselmo Ciuffoletti, ex consigliere comunale, che accompagnava la moglie, in precarie condizioni di salute per una crisi cardio-respiratoria. Ciuffoletti, con una denuncia sul sito internet “Tuttocasarano”, ha accusato il medico di turno di aver insultato sua moglie. La frase “Che me ne fotto se muore!”, che sarebbe stata rivolta alla paziente e in sua presenza, non sarebbe stata sentita da nessuno degli operatori sanitari ascoltati ieri. La frase, sempre dalle testimonianze interne al nosocomio, sarebbe stata male interpretata dalla signora che sarebbe l’unica ad averla sentita, considerato che i suoi familiari in quel momento erano stati fatti accomodare fuori dall’ambulatorio. Da una prima ricostruzione sommaria, quindi, il caso sembra ridimensionato, anche se bisogna sottolineare che si tratta di una versione interna all’ospedale. L’inchiesta non è ancora finita, ma dall’interno del “Ferrari” fanno sapere che è una brutta abitudine degli accompagnatori dei pazienti “consigliare” ai medici di turno quello che devono fare. Un comportamento che non viene più tollerato dal personale del pronto soccorso. Quella notte non c’era posto a Casarano e il medico aveva prescritto il ricovero della donna all’ospedale di Gagliano del Capo, nel reparto di Medicina. Sarebbe stata “l’insistente richiesta” di Ciuffoletti di ricoverare la moglie al “Ferrari”, per quella notte, in un reparto non inerente con la patologia della paziente (Ortopedia, l’unico che aveva un posto libero) a far alzare al tensione tra lui e il “camice bianco”, che non se la sentiva di prendersi tale responsabilità. Da lì sarebbe nato un acceso diverbio tra i due. L’inchiesta interna, come si è detto, non si è ancora conclusa. “Non ho sentito tutti quelli che c’erano – spiega De Marco – e, soprattutto, devo ancora ricevere le relazioni del primario e del medico di turno. Poi daremo le conclusioni”. Al vice direttore sanitario del “Ferrari” preme, però, sottolineare le condizioni di stress a cui sono sottoposti, ogni giorno, gli operatori del pronto soccorso. “Condizioni che gli utenti non riescono a capire – aggiunge il dirigente – e non è giusto che sia messo in cattiva luce un reparto che lavora intensamente, con serietà e professionalità, per tutti i giorni dell’anno. Gli accompagnatori dei pazienti – ribadisce il vice direttore sanitario – non devono dire al medico che cosa fare: devono dargli fiducia e lasciarlo lavorare in santa pace”. // La rete si schiera contro il medico La denuncia di Anselmo Ciuffoletti è partita dalla rete e la rete si schiera senta incertezze con lui. Sul sito locale “Tuttocasarano”, da dove è partita l’accusa dell’ex consigliere comunale contro il medico del pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari” accusato di avere insultato una anziana paziente, i commenti sono taglienti, a volte duri, contro il “camice bianco”, ma ci sono anche attestati di stima verso la categoria. “Quest’ individuo (che trovo difficile chiamare medico) – commenta Alessandra Isernia – con il suo comportamento inqualificabile getta fango su quanti compiono il proprio dovere innanzitutto con professionalità e diligenza, e poi anche con umanità. A costui una sola parola: vergogna!”. Mentre Graziano De Paola (alias “L’edicolante pazzo”) chiede “severissimi provvedimenti”, Francisco La Manna rinfresca la memoria del medico con il giuramento di Ippocrate, interessante da leggere anche per chi non lavora in ospedale. “E' vergognoso che ci siano questi elementi così subdoli, squallidi e poveri di spirito – commenta Anna Rita Fattizzo – che si permettono, con la loro strafottenza e mal curanza, di mettere a repentaglio la sofferenza di chi al momento ha tanto bisogno ed anche la professionalità di tanti medici che lavorano nel nostro nosocomio con alto senso del dovere, abnegazione ed umiltà”.Intanto, c’è da registrare la nota del circolo cittadino di “Sinistra, ecologia e libertà”, inviata ai massimi dirigenti sanitari, al sindaco Ivan De Masi e all’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore. “Episodi del genere – scrive Sel – rappresentano non solo un’offesa verso la categoria dei medici e verso il loro vitale compito (che non dovrebbe mai essere definito semplice lavoro), ma soprattutto calpestano, insultano e feriscono l’intera comunità. Sappia quel medico che con le sue parole ha in primo luogo offeso se stesso, poi la famiglia di quella signora e successivamente tutti noi. Il Circolo SEL “Peppino Impastato” di Casarano chiede che vengano accertati fatti e responsabilità e che vengano presi conseguenti e fattivi provvedimenti nei confronti del medico protagonista dell'inumana vicenda”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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