Afghanistan, 007 salentino ucciso nell'attentato

Originario di Galatina, Pietro Antonio Colazzo, 47 anni, è tra le 17 vittime dell’attentato di oggi a Kabul, in Afghanistan

E’ morto mentre forniva informazioni utili per salvare altri quattro italiani. Originario di Galatina, Pietro Antonio Colazzo, 47 anni, è tra le 17 vittime dell’attentato di oggi a Kabul, in Afghanistan. I mujihaidin hanno rivendicato l’azione che con una bomba ha colpito l'area degli hotel frequentati dagli occidentali. Un commando di almeno otto assalitori – cinque i kamikaze secondo i talebani, tre per la polizia – ha preso di mira la zona dell’hotel Safi Landmark, ed il centro commerciale Kabul City Center. Tra le vittime un regista di documentari francese e dieci indiani. L’unico italiano invece è Pietro Antonio Colazzo, che aveva lasciato Galatina 25 anni fa perché il suo lavoro lo portava a vivere tra Roma e l'estero. Colazzo era consigliere diplomatico per la Farnesina e un funzionario dei servizi segreti secondo molte altre fonti. I genitori di Colazzo sono morti tempo fa e a Galatina vive soltanto la sorella, Stefania, avvocato. A Stefania Colazzo, che stamane era fuori per lavoro, la notizia della morte del fratello nell'attentato è stata data dai carabinieri della Compagnia di Gallipoli al rientro nella casa di via Bari. Lì, man mano che si diffonde la notizia, parenti e amici portano il proprio cordoglio Cordoglio espresso dal ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto: “Giungano alla famiglia le mie più sentite condoglianze per la perdita del loro congiunto. Pietro Antonio Colazzo è stato un coraggioso funzionario dello stato, impegnato nella difficile missione di riportare la pace in un paese sconvolto”, ha detto Fitto. Il consigliere diplomatico italiano Pietro Antonio Colazzo, morto nell'attentato a Kabul, “era un uomo coraggioso”. Lo ha dichiarato, il general Abdul Rahmnan, capo della polizia di Kabul, rivelando che quando e' stato ucciso Colazzo era al telefono con gli agenti cui “ha dato informazioni preziose che ha consentito di trarre in salvo altri quattro italiani che erano con lui”

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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