Biomasse. Sel a De Masi: “Si faccia il referendum”

Una nota del movimento “Sinistra, ecologia e libertà” ricorda al sindaco di Casarano, Ivan De Masi, l’impegno assunto dal suo predecessore: un referendum sulla centrale a biomasse

Come era prevedibile, l’avvio dell’iter per la realizzazione della centrale a biomasse “Helianthos 2”, proposta da “Italgest Energia”, ha riacceso il dibattito tra i cittadini e tra le forze politiche locali. Ieri una nota “Sinistra, ecologia e libertà” di Casarano ha ricordato al sindaco, Ivan De Masi, di mantenere l’impegno, già assunto dal suo predecessore, Remigio Venuti, di far svolgere il referendum popolare sulla realizzazione o meno dell’impianto. Il circolo cittadino “Impastato” di Sel sottolinea “ancora una volta, che la centrale, oltre ad essere lontana dalla realtà del territorio, risulta controproducente dal punto di vista del bilancio energetico complessivo; compromettente sotto l’aspetto dell’impatto ambientale; fattore potenziale di incremento della povertà dei paesi in via di sviluppo; causa di sottrazione di territori all’agricoltura, con conseguente aumento dei prezzi dei beni di prima necessità; potenzialmente rischiosa per la salute pubblica”. “Pertanto – prosegue Sel – ci troviamo costretti a ribadire come tale iniziativa ubbidisca esclusivamente ad interessi privati, inserendosi in un progetto di profitto ed arricchimento aziendale a danno della comunità. In questa prospettiva – precisa la nota – avrebbe senso una centrale di 3 MW legata alla produzione specifica del territorio ed alle sue peculiarità”. Il partito “vendoliano”, inoltre, definisce “molto strumentale ed ipocrita la posizione assunta dal centro-destra, che con enorme facilità sembra dimenticarsi all’occorrenza della sua piena adesione al progetto nucleare”, ma anche le ultime dichiarazioni del sindaco “nelle quali, nonostante il plateale conflitto di interessi, si erge a paladino della trasparenza e dei profondi interessi della comunità”. “Al sindaco imprenditore – conclude la nota – ricordiamo l’impegno assunto dall’amministrazione Venuti nel garantire, in ultima istanza, l’istituto referendario quale espressione della volontà popolare”. Dopo un lungo periodo di silenzio, si risente il comitato “Energia Ambiente e Vita” che, al pari di Sel, ribadisce la sua contrarietà al progetto e ritiene “indispensabile che decisioni di fondamentale importanza per la salvaguardia della salute e del territorio debbano passare anche attraverso il coinvolgimento comune delle popolazioni interessate”. Pertanto, il comitato Eav auspica che sia indetto il referendum che “sebbene consultivo, resta sicuramente determinante”.

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