Passi carrai: la Provincia sospende gli accertamenti

Per il Codacons Lecce, la decisione tutela i salentini che hanno illegittimamente ricevuto atti per accessi che non devono pagare

Il Codacons Lecce comunica che la Provincia ha sospeso per 180 giorni gli atti di accertamento dei passi carrai emessi dalla società Censum. La decisione tutela centinai di salentini che hanno illegittimamente ricevuto atti di accertamento per accessi che in realtà non devono pagare. Già nei giorni passati il Codacons aveva attivato il proprio ufficio legale provinciale, con l’Avv. Piero Mongelli, per verificare la legittimità del comportamento della Provincia in tale materia e aveva riscontrato numerose irregolarità nella procedura seguita dalla società Censum soprattutto alla luce del fatto che molti accertamenti erano inviati a cittadini che non avevano accessi in senso tecnico sulle strade provinciali e che, pertanto non devono corrispondere alcunché a titolo di “contributo ricognitorio” o per occupazione di suolo pubblico. 4 dicembre 2010 – Passi carrai: diffidata la Provincia Il Codacons di Lecce, già prima di aver avuto conoscenza di un invito della Provincia a partecipare a un incontro per il 7 dicembre prossimo, ha diffidato la stessa Provincia di Lecce ad anare tutti gli atti di accertamento che non siano conformi al deliberato provinciale, al regolamento e alla legge in materia di accessi a raso. In un recente consiglio, la Provincia ha affermato che “coloro che hanno dei semplici accessi a raso non devono pagare né il contributo di occupazione di suolo pubblico (Cosap) né il contributo ricognitorio”. Al contrario, la società concessionaria del servizio, già da qualche tempo sta notificando atti di accertamento anche a cittadini che hanno sulle provinciali semplici accessi a raso o addirittura non ne hanno affatto. Gli accessi a raso, che non presentano alcun manufatto e non determinano alcuna occupazione dell’asse viario non devono pagare a. Per questo motivo il Codacons di Lecce ha predisposto alcuni ricorsi collettivi per consentire ai cittadini di difendersi nelle opportune sedi E' importante sapere che, entro 60 giorni dal ricevimento dell’atto, devono essere presentati i ricorsi altrimenti gli atti di accertamento diverranno definitivi con conseguente emissione della cartella esattoriale. L’invio di una semplice missiva non interrompe i termini per impugnare gli atti di accertamento. Tutti glie sportelli Codacons sono a disposizione per ogni utile delucidazione e per ricevere le firme dei cittadini che hanno ricevuto gli atti.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati