Truffa 488. Confiscata metà villa di Napolitano

La condanna è stata emessa per i finanziamenti ottenuti illecitamente dall’azienda “Frutta Follia” di Martignano per cui Napolitano era consulente aziendale e socio fiduciario

Confiscata una parte della tenuta del consulente aziendale leccese Gianfranco Napolitano. E’ quanto disposto dal giudice Giovanni Gallo, in seguito ad una lunga camera di consiglio, come conseguenza della condanna per truffa aggravata ad un anno e due mesi di reclusione (pena sospesa). Il giudice ha disposto la confisca per equivalente dell’immobile già sequestrato nell’aprile 2008, la villa in via Condò, alla periferia di Lecce, sulla strada per Arnesano. Valore stimato della porzione confiscata, che include campi da tennis e piscina, circa un milione di euro. Il sequestro della fetta della tenuta del consulente era stato disposto in fase di indagini preliminari in seguito all’ordinanza di custodia cautelare di Napolitano, ma poi era stato anato dalla Cassazione. I giudici della Suprema Corte si sono invece uniformati alle posizioni del gip e del pm Imerio Tramis, disponendo nuovamente il sequestro. La condanna è stata emessa a conclusione del processo sui finanziamenti ottenuti con legge 488 dall’azienda “Frutta Follia” di Martignano, per la quale Napolitano ricoprì la doppia veste di consulente incaricato di seguire la pratica di finanziamento e di socio fiduciario. Tramite il finanziamento ottenuto, 3 milioni e 215mila euro, l’azienda avrebbe dovuto occupare circa 80 dipendenti. Secondo l’accusa, tuttavia, l’azienda si sarebbe limitata ad incassare le agevolazioni finanziarie senza investire a di tasca propria; Napolitano inoltre sarebbe stato a conoscenza che le pratiche inviate alla banca concessionaria fossero false. Oltre a Napolitano è stato condannato anche Enzo Montuschi, di Faenza (tre anni e sei mesi); sono stati assolti Giovanni Laghi e Franco Castellacci, imprenditori emiliani.

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