La Regione accelera sulla centrale a biomasse di Casarano

Avviate le procedure per il rilascio dell'autorizzazione unica. A breve sarà convocata la prima Conferenza dei servizi

La Regione accelera sulla centrale a biomasse di Casarano e avvia le procedure per il rilascio dell'autorizzazione unica. Vuol dire che a breve sarà convocata la prima Conferenza dei servizi in cui le amministrazioni competenti ai vari livelli e gli altri enti coinvolti, esprimeranno un parere vincolante sull'impianto da 25 megawatt proposto dalla società «Italgest Energia» di Paride De Masi, che dovrebbe sorgere nella zona industriale della città, all'interno di uno dei capannoni del Gruppo Filanto. Il Comune di Casarano guidato da Ivan De Masi, fratello dell’imprenditore, ha appreso la notizia in via ufficiale dalla Regione il 10 febbraio scorso, con una nota inviata dall'Area Politiche per lo sviluppo, il Lavoro e l'Innovazione, Servizio Energia, Reti e infrastrutture materiali per lo sviluppo, a firma del dirigente del servizio, Davide Pellegrino: «A seguito dell'esito positivo della verifica, effettuata da questo Ufficio, della presenza dei requisiti tecnici ed amministrativi necessari per l'ammissibilità dell'istanza – scrive nel documento – il procedimento in oggetto (rilascio dell'autorizzazione unica, ndr) è formalmente avviato. Per il propedeutico esame ai fini del rilascio dei pareri, a osta o atti di dissenso previsti dalle leggi di competenza, la società proponente dovrà depositare presso l'Ufficio scrivente e a ciascuna amministrazione o ente in indirizzo, il progetto definitivo». Un adempimento, quest’ultimo, a cui Italgest aveva provveduto già il mese precedente – il 12 gennaio – con l’invio della copia del progetto della centrale a oli vegetali, denominata «Heliantos 2», ai vari soggetti: oltre a Regione, Provincia, Comune, anche Arpa, Asl, Terna, Enac, Enav, Enel (l'elenco è assai lungo). Così mentre a Bari l'iter autorizzativo va avanti, a Casarano i cittadini sono in attesa di poter dire la loro sull'impianto. Nulla s'è più saputo, infatti, del referendum consultivo sulla centrale approvato più di un anno fa, il 15 gennaio 2009, dal consiglio comunale. E ora che i tempi stringono, resta da capire fino a che punto la voce del popolo potrà influire su una partita che nei fatti si gioca nelle stanze della Regione – l'autorizzazione unica è rilasciata dall'Assessorato allo Sviluppo economico e Innovazione tecnologica diretto dalla vicepresidente Loredana Capone – e che a Casarano dovrà vedere il primo cittadino a debita distanza dagli affari di famiglia.

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