Disfatta giallorossa

Un altro Lecce (ancora uno?!) quello visto in campo al via del Mare, certo non uno dei migliori

I giallorossi partono con un'espulsione e probabilmente anche con una formazione non adeguata, perché anche quando il Rimini resta in dieci non riesce a rialzarsi. No, la pausa non ha portato benefici.

Sulla carta questa partita si preannunciava emozionante per il valore e le intenzioni delle due squadre, mentre invece le emozioni (contrastanti) sono arrivate pe ri vari colpi di scena e per gli errori che hanno caratterizzato la gara. L’andamento della gara è compromesso già al 2’ minuto del primo tempo, quando un errore di Schiavi (un tiro eseguito male che si trasforma in retropassaggio) lancia Ricciuti verso la porta di Benussi, Diamoutene è costretto a ricorrere ai ripari atterrando il giocatore al limite dell’area e l’arbitro Stefanini lo sanziona con il rosso, i seguito all’espulsione Zeman chiama fuori Tulli e mette dentro Petras, sugli sviluppi della punizione è proprio per un rimpallo del nuovo entrato che la palla va dentro ed il Rimini in vantaggio. Il Lecce cerca a fatica di reagire e lo fa prima con una punizione dai 20 metri che Osvaldo spara in porta, ma Handanovic è bravo non a parare ma a respingere, poi ancora al 14’ una bella intuizione di Osvaldo che ruba palla, supera due avversari, ma l’azione si spegne al limite dell’area deviata in rimessa laterale dalla difesa bianco rossa. Al 16’ l’arbitro rimette in parità la situazione espellendo Peccarisi per proteste (scelta contestata dai tifosi del Rimini e sinceramente non compresa dal resto degli spettatori del Via del mare), ma non c’è il tempo di annotarlo che Ricciuti lasciato solo, beffa la difesa giallo rossa e supera Benussi mettendo in rete: praticamente un gol fotocopia di quelli già subiti quest’anno dal Lecce. Ma al 20’ il Lecce accorcia le distanze con il colpo di testa di Schiavi che vale l’1 a 2, ma alla fine non servirà per riscattare una prestazione non soddisfacente. Il Lecce a questo punto accenna momenti di ripresa, ad opera di Juliano e Osvaldo prima e di Vives poi, il cui tiro non sorprende Handanovic. Ma dopo questi pochi tentativi il Lecce inizia a concedere spazi ed il Rimini ne approfitta per avanzare, prima ottiene una punizione da posizione decentrata che genera un corner e poi Ricciuti per ben due volte in area tenta il tiro respinto in entrambe le occasioni da Juliano, i giallorossi rispondono con un colpo di testa di Osvaldo di poco sopra la traversa, e poi con un tiro di potenza al limite dell’area, sempre dell’argentino, che però Handanovic para. Si va negli spogliatoi dopo una punizione dalla distanza che Valiani spara direttamente in porta ma che Benussi para. La ripresa inizia con il ritmo lento del Lecce e con un Rimini che, compresa l’impostazione della gara dei giallo rossi, lavora d’attesa. All’8’ Babù ha la palla gol ma viene sopraffatto dalla difesa avversaria e subito dopo l’incursione di Pagano trova pronto Rullo che rispedisce al mittente. Al 17’ inizia il valzer dei cambi: escono contemporaneamente Giacomazzi e Jeda, rispettivamente per Camorani e Digao. L’assenza del capitano giallorosso si farà sentire. Il Lecce potrebbe rimettere in pari con una punizione dal limite dell’area che però Osvaldo mette alta sulla traversa. Al 24’ invece Osvaldo con un colpo di testa impegna Handanovic che devia in corner e poi respinge il tiro di Vives. Ma il Rimini decide di riprendere in mano la situazione e manda avanti Pagano che batte la punizione al limite del fondo, allontanata di testa da Angelo, recuperata da Baccin che tenta il tiro dalla distanza ed è di poco fuori. Due minuti dopo è invece Vialiani a mettere in serio pericolo Benussi che però respinge. Di seguito e fino al triplice fischio di Stefanini si registreranno solo affannati tentativi del Lecce e più scattanti (quantomeno) incursioni del Rimini. Al termine registriamo le lamentele degli spettatori che, anche se non ricche di contenuti tecnici, comunque indice della prestazione dei giallorossi e tra essi qualcuno si domanda a cosa stesse pensando Zeman mentre decideva la formazione.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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