Lavoro nero, provvedimento di sospensione per 16 aziende

Intensificati i controlli alle aziende salentine da parte della Direzione Provinciale del Lavoro

Continua serrata l’attività ispettiva della Direzione Provinciale del Lavoro, coordinata dal Direttore Giocondo Lippolis, in materia di repressione del fenomeno del lavoro nero. A finire nel mirino dei funzionari dell’Ispettorato del Lavoro e i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, oltre al settore dell’edilizia, alcuni calzifici operanti nel basso Salento, ma anche bar, ristoranti, pasticcerie, pizzerie, tipografie, panifici e pastifici. I controlli hanno riguardato in aprticolare i comuni di Acquarica del Capo, Presicce, Taviano, Racale, Castrignano dei Greci, Gallipoli, Ugento, Ruffano e Nardò. Nel corso delle ispezioni sono stati identificati 42 lavoratori, dei quali 28 sono risultati, a vario titolo, irregolarmente occupati e di questi 27 completamente “in nero”, tra cui 2 extracomunitari. In 15 occasioni gli ispettori hanno adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, in quanto la forza lavoro occupata in nero è risultata superiore al 20% rispetto a quella regolarmente assunta, mentre in una occasione il provvedimento di sospensione è stato adottato per gravi violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. In particolare un calzificio, la cui attività è stata sospesa, occupava in nero quattro dipendenti su quattro in forza. In un'altra circostanza a lavorare in nero da due mesi era una lavoratrice di nazionalità marocchina. Sospesa, con effetto immediato, un’attività del settore edile inerente a lavori di scavo. Notevole è stato inoltre l’entità delle sanzioni amministrative comminate ai datori di lavoro: a fronte di un totale di 35 provvedimenti sanzionatori, l’importo degli illeciti è stato di € 62.407,00, mentre sono state recuperate alle casse dell’I.N.P.S. €. 14.000,00 circa per contributi evasi. I datori di lavoro che hanno occupato i lavoratori in nero sono stati inoltre segnalati alla competente Autorità Giudiziaria, per aver omesso di far effettuare agli stessi i previsti accertamenti sanitari, che prevede, appunto, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori come un obbligo in capo al datore di lavoro.

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