Rifiuti. Macculi: “La Regione non paga”

Sulla questione rifiuti “la Regione ha assunto una posizione di totale disinteresse”. E’ il parere di Silvano Macculi, presidente dell’Ato Le/2

L’attacco del presidente dell’Ato Le/2 Silvano Macculi, durante la conferenza stampa di ieri mattina a Palazzo Adorno, all’ente di viale Capruzzi è stato frontale: “L’assessore Onofrio Introna a novembre aveva promesso il versamento di 3,5 milioni di euro come prima trance per pagare i debiti accumulati dalla stessa Regione e dall’Ato nei confronti della ditta Vergine che gestisce l’impianto di smaltimento di Fragagnano di Taranto, ma al momento non si è visto un euro che sia uno”. Insomma, si profila un’altra emergenza che sembra andare oltre l’astensione dal lavoro dei dipendenti della Sud Gas. “I sacchetti della spazzatura già nelle prossime ore rischiano di tornare di nuovo ai bordi delle strade – spiega Macculi – con tutte le conseguenze del caso in termini di immagine del territorio, e questa situazione ci sembra l’ennesima dimostrazione che la Regione ha assunto in merito una posizione di totale disinteresse. Da Bari nessuno si presenta ai tavoli tecnici per risolvere la transazione con la ditta che gestisce il biostabilizzatore di Poggiardo, cioè sull’entità del costo a tonnellata che i Comuni devono versare per lo smaltimento, e noi siamo qui puntuali ogni due-tre mesi a denunciare pubblicamente lo stallo finanziario e politico dell’ente guidato da Nichi Vendola. La Regione, facendo due conti – continua Macculi – per il periodo 2008-2009 deve dare all’Ato Lecce/2 maggiori oneri per 11,5 milioni di euro, di cui 3,5 milioni, come si diceva, promessi da Vendola e Introna durante l’inaugurazione del biostabilizzatore di Ugento e 4,5 milioni impegnati in bilancio ma per i quali manca l’esecutività di una determina dirigenziale. In definitiva la Regione oltre ad essere latitante è pure inadempiente. Non è vero come dice Maniglio, che la colpa è dei Comuni, perché sono proprio questi ultimi ad aver versato tutte le somme e ad aver riscosso con le cartelle esattoriali. La coperta a questo punto è corta – conclude Macculi – siamo alla quinta emergenza rifiuti negli ultimi tre anni causata dalla trascuratezza di chi amministra a Bari”.

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