Depuratore di Casarano. Il parere di Legambiente

Dura la reazione di Legambiente alla notizia dell’autorizzazione al funzionamento del depuratore di Casarano rilasciata dalla Provincia di Lecce

di Legambiente Lecce Ancora una volta un'occasione persa, un passo indietro verso il risparmio idrico e la buona gestione della risorsa-acqua e un possibile rischio per la salute dei cittadini, per la tutela della biodiversità e dell'economia di uno dei tratti di costa simbolo della nostra Regione. Parliamo dell'autorizzazione allo scarico del nuovo depuratore di Casarano-Parabita-Matino nel sistema idrografico Raho-Samari, che sfocia in mare a sud di Gallipoli in un comprensorio turistico di eccellenza e dopo aver attraversato il parco regionale, nonché SIC/ZPS Litorale di Punta Pizzo. Siamo chiari: Legambiente è stata la prima – e a lungo inascoltata – voce a sostenere l'assurdità dello “smaltimento” (come se si trattasse di rifiuto e non di preziosa risorsa) delle acque depurate in falda e peggio ancora in alto mare a mezzo di condotte. E a sostenere contestualmente la opportunità – per scelta e non per ripiego – di utilizzare i corsi d'acqua superficiali come recettori attivi e verificabili delle stesse, con la molteplice valenza di ricreare aree naturali scomparse dal nostro territorio, combattere attivamente la desertificazione, disporre di uno stock idrico da utilizzare in agricoltura, disporre ancora di un sistema fitodepurativo in grado di affinare ulteriormente i reflui depurati, regolandone anche i volumi per evapotraspirazione. Ma tutto ciò a patto che il sistema depurativo primario/secondario sia costantemente e pubblicamente monitorato, che i corsi d'acqua abbiano lunghezza, corredo vegetazionale e sezione idonei, che – nel caso di specie – i bacini di spandimento immediatamente a valle dell'impianto siano capienti, igienicamente “sani” e biologicamente ed idraulicamente funzionali: nessuna di queste condizioni è in essere. Pertanto Legambiente, da ormai vent'anni impegnata su un programma di recupero della Vora di Casarano, ritiene non condivisibile e pericolosa la scelta operata, scelta che evidenzia ancora una volta la incapacità di coordinamento istituzionale e di operare in maniera coerente e funzionalmente conseguente in un settore, quello della gestione idrica, su cui si giocano le sorti del nostro territorio come dell'intero pianeta.

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