Eolico a Vernole. ‘Stop all’impianto’

Il gruppo “Il Comune che vogliamo” chiede un Consiglio comunale urgente per discutere il blocco della centrale

Un consiglio comunale monotematico per richiedere il blocco dell’impianto eolico a Vernole e per far luce sull’intera vicenda. Lo chiede il gruppo consiliare “Il Comune che vogliamo” per bocca del capogruppo Letizia De Giorgi. Il progetto per l’installazione del parco eolico è stato avviato tra il 2006 ed il 2007 nella convinzione che il ricorso all’eolico per la produzione di energia fosse un bene per la collettività e soprattutto quando ancora non si era verificata quella proliferazione di impianti eolici e fotovoltaici a terra “che avrebbe portato – dice De Giorgi – al fenomeno, ormai fuori controllo, di una devastazione ambientale e paesaggistica”. Insomma, se l’eolico un tempo poteva sembrare la giusta scelta contro le emissioni inquinanti, oggi non è più così e il gruppo “Il Comune che vogliamo” non considera più di interesse pubblico la realizzazione del parco eolico. E’ necessario dunque – dicono – bloccarlo. Ma non è tutto. Il gruppo contesta al sindaco di non aver mai portato nei luoghi di pubblica discussione la compartecipazione del Comune alla compagine societaria (con una percentuale del 10%) e di non aver mai reso noti i lavori per la redazione del Prie (Piano regolatore per l’installazione degli impianti eolici), affidati alla Giunta. Afferma De Giorgi: “La convenzione sottoscritta prevedeva una opzione esercitando la quale il Comune avrebbe potuto accedere alla compagine sociale in compartecipazione al 10%, generando un introito per l’Ente comunale, in aggiunta ai circa 200mila euro annui di ‘royalty’. La partecipazione societaria avrebbe obbligato il Comune ad una procedura di evidenza pubblica e a successivi controlli. L’Amministrazione Mangione si è invece sottratta a qualsiasi passaggio in Consiglio comunale, sia per riscrivere la convenzione, sia per redigere e approvare il Prie, sia per decidere se esercitare o meno l’opzione. Tutto è stato deciso nel chiuso di una stanza. In questo scenario la rimozione dell’assessore all’Ambiente Marcello Corsano, notoriamente avverso al progetto e mai messo a parte dell’iter seguito dall’Amministrazione, acquista nuova luce”.

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