Nuova destinazione per la ex cantina San Giuseppe

Da culturale a commerciale. Il Consiglio comunale di Casarano ieri ha approvato la variazione dell’immobile in stile liberty. Ha inoltre preso atto della sostituzione tra i banchi dell’opposizione

Cambiata la destinazione d’uso dell’ex cantina cooperativa “San Giuseppe”. Il Consiglio comunale di Casarano ieri ha votato a maggioranza (con il voto contrario dei gruppi di centro-destra) la variazione dell’immobile, eliminando il vincolo culturale imposto dal piano regolatore. Il bellissimo edificio in stile liberty dei primi del Novecento ha ora una destinazione d’uso commerciale, più “appetibile” e quindi più facilmente vendibile. L’immobile di piazza Bastianutti era incluso tra quelli che formavano il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni del patrimonio immobiliare del Comune, facente parte della manovra finanziaria del 2009, che ha l’essenziale obiettivo di fare cassa. L’assemblea cittadina, inoltre, ha preso atto della sentenza n. 30/09 del Tar di Lecce che ha proclamato eletto consigliere comunale Adamo Fracasso, per la lista “Uniti per Claudio Casciaro”, al posto di Antonio Torsello. Fracasso, infatti, aveva presentato ricorso per il riconoscimento di tre voti di preferenza non verbalizzati nella sezione n. 4, grazie ai quali ha prevalso su Torsello (92 voti contro 91). Durante la verifica delle schede della sezione n. 4, però, pare che Torsello avesse “trovato” altre quattro preferenze, che gli avrebbero consentito di mantenere il primo posto nella lista. Solo che l’ex consigliere comunale non si è mai costituito, perdendo la possibilità di recuperare il seggio perduto. La vicenda ha appassionato il consigliere Rocco Greco che ha sollevato un problema di tipo morale, chiedendo vanamente al presidente dell’assemblea, Paolo Zompì, e al sindaco, Ivan De Masi, il rinvio dell’argomento. Quindi ha lanciato un appello allo stesso Fracasso, chiedendogli di dimettersi (appello che non è stato accolto). “Non contesto la sentenza – ha spiegato l’esponente del Pd – e non faccio un problema di legittimità. Ho solo fatto osservare che Torsello, di fatto, ha preso più voti di Fracasso. Dal punto di vista morale, quindi, credo che non sia stata rispettata la volontà popolare. Torsello doveva rimanere in Consiglio”. L’assemblea, infine, doveva nominare anche il vice presidente del Consiglio comunale, posto lasciato vacante proprio da Torsello, ma lo scrutinio ha registrato la mancanza del quorum necessario per eleggere il suo sostituto (era stato indicato proprio Fracasso). Lo Statuto comunale, infatti, prevede il voto favorevole dei due terzi dell’assemblea (14 voti) per la nomina del vice presidente. Fracasso ha ottenuto 13 voti favorevoli; ci sono state due schede bianche e una scheda a; al momento della votazione erano assenti cinque consiglieri. Tutto rinviato al prossimo anno.

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