Pd all'attacco della Giunta Gabellone. La replica di Ciardo

Tante le accuse mosse al Centrodestra: dalla mancanza di dinamismo e onestà intellettuale al taglio dei nastri a fronte di un lavoro svolto dal centrosinistra, ma anche assenza di politiche sociali ed un “fantomatico” buco in bilancio. Dura la replica del capogruppo provinciale Pdl, Biagio Ciardo

Nella conferenza stampa convocata ieri nella sede di via Tasso del Partito democratico salentino, rappresentanti della Regione e della Provincia hanno bacchettato a turno il lavoro svolto dalla Giunta presieduta da Antonio Gabellone nei primi sei mesi di governo. Salvatore Capone (segretario provinciale), Cosimo Durante (capogruppo a Palazzo dei Celestini), Alfonso Rampino (consigliere provinciale), Loredana Capone (vicepresidente della Regione e consigliera della minoranza alla Provincia), Antonio Maniglio (presidente del Pd alla Regione) e Giuseppe Taurino (consigliere regionale) si sono alternati nel darsi la parola, spaziando fra accuse di mancanza di onestà intellettuale, smantellamento delle dichiarazioni dell’assessore Silvano Macculi sul buco lasciato in eredità (una bufala, per il Pd) e attacchi su quello che viene definito uno scarso dinamismo, a fronte di un piano di opere pubbliche “faraonico”, a loro dire, solo nelle cifre. Per gli esponenti del Pd, quindi, da una parte il lavoro della Giunta Gabellone a Palazzo dei Celestini è stato un “mezzo fallimento”, dall’altro una “mancanza di riconoscenza per quanto svolto in un quindicennio di governo del centrosinistra, da Lorenzo Ria a Giovanni Pellegrino ed un contestuale sminuimento del ruolo della Regione nella realizzazione di diversi progetti con la copertura dovuta ai vari finanziamenti”. Ecco il resoconto integrale dell'incontro diffuso dal Pd salentino: Dopo il primo semestre di Governo della Provincia di Lecce il quadro che la Giunta Gabellone presenta agli occhi dei salentini non è per niente confortante. È un antico vizio della vecchia politica quello di promettere mari e monti in campagna elettorale, che poi però inevitabilmente si scontra con la realtà dei fatti. “Rileggendo oggi il programma elettorale con cui Antonio Gabellone ha ottenuto il mandato dagli elettori del Salento ad amministrare la nostra provincia, sembra una fiaba che si dissolve a contatto con la realtà” ha introdotto così l’argomento della conferenza stampa Salvatore Capone, segretario provinciale del PD. Sei mesi, quelli trascorsi, durante i quali questa Giunta si è concentrata più sui comunicati stampa che sulle cosa da fare. Sintomatica da questo punto di vista la leggenda del buco di bilancio, questa creatura dotata di vita propria che nelle varie dichiarazioni che si sono succedute una volta si dilatava ed una volta si restringeva, per poi far perdere definitivamente le proprie tracce nel Bilancio presentato in aula. “Rilanceremo le infrastrutture stradali, viarie, ferroviarie e portuali attraverso una pianificazione efficace ed efficiente”, così scriveva il Presidente Gabellone sei mesi fa. Ma poi questa roboante enunciazione va misurata con il Piano Triennale dei Lavori Pubblici, recentemente presentato, e l’enfasi muore. Un Piano faraonico che, a smentire la teoria del buco, aumenta di 76 milioni di euro quello precedente del centrosinistra. Ma approfondendo si scoprono altri dati interessanti. Aumenta l’indebitamento dell’Ente, si prevedono più di 21milioni provenienti da non meglio definite cartolarizzazioni, 4,2milioni dovrebbero arrivare dal progetto Grande Salento che ad oggi non si sa ancora bene cosa sia concretamente e quale futuro abbia. Se a questi aggiungiamo anche trasferimenti previsti da fonti rivelatesi teoriche, come ad esempio i Fondi FAS, si arriva ad un totale di 76milioni di risorse previste da voci improbabili. Guardando poi nello specifico alle Opere Pubbliche, in questo Piano si trovano interventi su strade ed edifici pubblici che, riprendono progetti già avviati dalla precedente Amministrazione di centrosinistra. Dalla famosa Mediana, alla Masseria Torcito, all’ex Galateo, solo per citarne alcune, sono tutte opere già in fase attuativa o di progettazione con la Giunta Pellegrino. Si riducono di 9milioni gli investimenti nell’edilizia scolastica, dieci punti percentuali sul totale del Piano. Vengono ridotti anche gli investimenti sugli impianti sportivi, 0.9%, e rimandati al prossimo anno. Quello che viene fuori da questa prima fase del Governo provinciale è una drammatica mancanza di orizzonti progettuali e di sviluppo, ma la politica del quotidiano non potrà mai far crescere un territorio. “La Giunta Gabellone è troppo impegnata ad occupare le Istituzioni per occuparsi dello sviluppo del territorio” ha affermato Cosimo Durante,capogruppo del PD alla Provincia. “Noi non siamo abituati alla politica degli annunci ma a quella dei fatti. Eravamo differenti in maggioranza e siamo differenti all’opposizione”. Loredana Capone, consigliera provinciale e Vicepresidente della Regione Puglia, e Antonio Maniglio, Presidente del gruppo del PD in Regione, hanno sottolineato come molti degli investimenti siano stati previsti e finanziati dalla Regione, dalla Piattaforma Agroalimentare ad alcune delle arterie stradali inserite nel Piano, dalle politiche sociali ai piani di formazione ancora bloccati. “Noi in Regione ci rimbocchiamo le maniche al posto della Provincia di Lecce” ha dichiarato la Capone, mentre Maniglio ha invitato il centrodestra provinciale a “non prendersi meriti non loro”. “Il giudizio negativo che noi diamo di questa amministrazione provinciale” ha spiegato Alfonso Rampino, consigliere provinciale del PD, “è tutto confermato dal Piano Triennale delle Opere pubbliche, che smentisce clamorosamente quanto finora detto dal centrodestra. Un programma che non propone alcun elemento di discontinuità rispetto all’abbondante e proficua amministrazione del centrosinistra, ma che anzi smentisce le dichiarazioni sul presunto buco, dal momento che oltre 5 milioni di euro, previsti dal Piano, ricadono sulla spesa corrente dell’Ente Provincia”. “Un Governo, a qualsiasi livello”, ha concluso Salvatore Capone, “va giudicato alla prova dei fatti. In questo caso siamo all’assoluta mancanza di prove, cosa che in un processo porterebbe ad una assoluzione, ma che in politica non può che sancire una solenne bocciatura”. LA REPLICA DEL CAPOGRUPPO PROVINCIALE PDL BIAGIO CIARDO “Più che seri rilievi sull’operato dell’Amministrazione Gabellone, quella dell’opposizione mi sembra un malcelato grido di dolore per aver perduto un potere che per tanti anni è stato il collante del loro mondo politico, oggi confuso e stordito.In più non è corretto disinformare, specie quando ci si riferisce ai numeri di bilancio. I 17 milioni di Euro di disavanzo sono lì documentati a testimoniare la nostra fatica per coprirli e il loro maldestro operato a spenderli. Per ciò che concerne le opere pubbliche vi è un salto di qualità in termini complessivi di equa distribuzione degli interventi sul territorio, di produttività degli investimenti e di concrete realizzazioni già avviate. Questo è un piano ambizioso che non solo ricomprende gli interventi, ma ha in se la capacità di finanziarli e realizzarli. Tutto ciò sta avvenendo grazie alle fonti di finanziamento che il centro destra è pronto ad intercettare anche in capo al mondo. Anche da questo vissuto emerge l’anima vera dell’Amministrazione di centro destra: fare! Questa significa impostare correttamente i lavori, tanto da non escludere anche opere indicate nel precedente piano approntato dal centro sinistra. Quindi nessuna pregiudiziale, ma solo un attento e qualificato lavoro finalizzato al miglior risultato. Per quanto riguarda l’ulteriore azione di governo, è sufficiente scorrere le cronache di questi primissimi mesi per comprendere chiaramente come si è mosso il Presidente Gabellone. A partire dall’emergenza rifiuti agostana, sventata grazie al deciso impegno del Presidente (2 milioni di tonnellate rischiavano di finire per strada); passando alla crisi occupazionale – altro fronte caldo che ha richiesto presenza e costanza -; proseguendo con il contenzioso con l’ENEL per Cerano; giungendo al rilancio del Grande Salento, del quale solo ora il centro sinistra si accorge della non esistenza; ed, ancora, concludendo con gli interventi a favore del territorio (si veda la difesa del collegamento ferroviario Lecce-Torino). Insomma un Ente presente su tutto lo scacchiere provinciale e probabilmente anche oltre. Per quanto riguarda, poi, la formazione professionale, è appena il caso di ricordare che 11 milioni di euro sono stati utilizzati in modo nuovo ed intelligente. A breve arriveranno perciò i primi risultati lontani dalle vecchie logiche del passato. Così come in discontinuità con l’esperienza precedente, per la prima volta si sta attivando un attento monitoraggio del traffico veicolare sui 2.200 Km delle strade provinciali. Tale studio è necessario per avere un quadro reale di riferimento al fine di programmare gli interventi provinciali, e rappresenta un utile per il supporto da fornire ai Comuni per i loro piani-traffico ed urbanistici. Far finta di non accorgersi tutto ciò significa tentare di chiudere gli occhi davanti alla realtà quotidiana. Se poi, al netto di tutte le sterili polemiche, l’unica reale motivazione che ha accecato il centro sinistra è stata l’adozione della deliberazione consiliare riferita alla nuova disciplina delle società partecipate – decisione vissuta traumaticamente – allora pazienza, il Salento non può di certo rimanere impiccato a qualche poltrona che salta”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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