Casarano. Shopping ad alta tensione

La chiusura del centro cittadino al traffico, la scorsa domenica, ha sollevato non poche polemiche tra negozianti favorevoli e contrari al provvedimento. Necessario l’intervento dei vigili

Nervi tesi tra commercianti per la chiusura del centro cittadino di domenica sera. La sperimentazione dell’isola pedonale, istituita dopo una richiesta di alcune associazioni per organizzare spettacoli di strada e favorire gli acquisti nel periodo natalizio, è stata fortemente contestata da una parte della categoria. In particolare, i commercianti di via Matino si sono sentiti danneggiati dal provvedimento tanto che ad un certo punto hanno rischiato di essere segnalati all’Autorità giudiziaria quando hanno spostato le transenne che impedivano l’accesso nel centro storico agli automobilisti. I momenti di particolare tensione si sono avuti verso le ore 17 di domenica scorsa, solo un’ora dopo il blocco del traffico. Lamentando un calo certo negli affari per quella serata, un gruppo di commercianti di via Matino si sono spostati in via Dante. In un primo momento hanno cercato di discutere con i colleghi della strada (che insieme alla maggioranza degli esercenti di via Roma e piazza S. Giovanni avevano richiesto la chiusura del centro) per convincerli inutilmente a cambiare idea. La discussione è servita solo ad esasperare ancora di più gli animi, finché i commercianti di via Matino hanno spostato le transenne e fatto transitare le auto, violando l’ordinanza del sindaco per almeno mezz’ora. Solo l’intervento dei vigili urbani e la casuale presenza dell’assessore alle Attività Produttive, Francesca Fersino, ha calmato i “dissidenti” e ripristinato il blocco del traffico. I commercianti di via Matino lamentano, in primis, il fatto che chiudendo via Roma e via Dante si impedisce ai consumatori che provengono dal Capo di Leuca e dai paesi tra Ugento e Taviano di entrare nel centro e, quindi, di proseguire verso altri centri. La seconda rimostranza che sollevano è che certe decisioni dovrebbero essere prese collegialmente e per tempo. Non è la prima volta, quest’anno, che provvedimenti presi dall’amministrazione comunale di concerto con le associazioni di categoria vengano contestate o, peggio, anati per le proteste degli stessi commercianti. Il caso più clamoroso si è verificato di recente in occasione della festa dell’Immacolata (8 dicembre). Tenere chiusi i negozi, rispettando la solennità, o favorire lo shopping, derogando all’obbligo della chiusura? Questo era il quesito che Palazzo dei Domenicani aveva chiesto alle associazioni che, unanimemente, avevano deciso per la chiusura. Ma un’istanza di una cinquantina di negozianti, che chiedevano al contrario di rimanere aperti per quella giornata, aveva fatto fare retromarcia all’amministrazione comunale.

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