Gallipoli. Il Tar boccia l'ampliamento dell'hotel Vittoria

Barba: “E' la giusta conclusione di una grande battaglia di civiltà urbanistica”

La sentenza emessa dalla prima sezione del Tar di Lecce dà ragione al Comune di Gallipoli che con un'apposita delibera del consiglio comunale, la n.16 del 17 marzo 2009, si opponeva alla richiesta di sopraelevazione dell’hotel Vittoria. Un provvedimento che viene definito dal giudice amministrativo “adeguatamente motivato”, perché risulta essere coerente con il progressivo riequilibrio urbanistico che grava da tempo sulla zona. “Il provvedimento – si legge nella sentenza – sarebbe stato legittimo anche in assenza di un riferimento allo studio di rigenerazione urbana, e ciò in quanto la mancanza di standard (di cui si dà ampiamente conto nella parte motivazionale degli atti gravanti) costituisce in sé motivo più che sufficiente per denegare una richiesta di variante puntuale al piano regolatore”. Il proprietario dell'hotel, Cesario Faiulo, aveva fatto richiesta di ampliare la sua struttura ricettiva attraverso la sopraelevazione di un piano, con consequenziale aumento di cubatura pari a 2.500 mc. Al fine di ottenere la presupposta variante urbanistica aveva presentato un'apposita istanza, dal momento che gli ingenti indici urbanistici non gli avrebbero consentito l’intervento che richiedeva. Benché la conferenza di servizi si chiuse con un esito istruttorio favorevole (anche se l'istruttoria richiedeva il reperimento di aree standard che il signor Faiulo pare non aver mai dimostrato di possedere), l'Amministrazione comunale, con apposita delibera, si è opposta fermamente alla richiesta di ampliamento. “Opponendosi fin da subito alla richiesta urbanisticamente aggressiva di sopraelevazione dell’Hotel Vittoria, l’Amministrazione comunale di Gallipoli non solo ha compiuto un atto legittimo, ma, addirittura, benemerito”, commenta l'onorevole Vincenzo Barba. “E' un risultato importante quello confermato dal Tar – aggiunge il deputato del Pdl – raggiunto grazie anche alla grande battaglia di civiltà urbanistica portata avanti dal nostro Gruppo e dal nostro partito proprio perché l’area urbana in cui insiste l’Hotel Vittoria è un’area pesantemente aggredita dal punto di vista dell’impatto ambientale e si voleva, così, non soltanto porre una fine allo scempio urbanistico, ma cominciare concretamente, altresì, ad invertire la rotta, non trascurando l’ipotesi di eventuali revoche di preesistenti autorizzazioni concessorie”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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