Povera Università

L’esercizio provvisorio come risposta inevitabile ai tagli ministeriali annunciati. Il Consiglio di amminsitazione dell'Ateneo salentino l'ha deliberato all'unanimità

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università del Salento, riunitosi venerdì scorso, ha deliberato all’unanimità l’esercizio provvisorio, come conseguenza della mancata approvazione del bilancio di previsione del 2010 da parte del Collegio dei Revisori dei Conti. “Il Consiglio di Amministrazione, compresi i rappresentati degli studenti, – sostiene il rettore Domenico Laforgia – è stato unanime nel deliberare l’esercizio provvisorio come risposta inevitabile ai tagli ministeriali annunciati, ma soprattutto perché l’analisi attenta del bilancio non lascia margini ulteriori di riduzioni delle ‘uscite’, oltre a quelle già effettuate in questi due anni. Non potendo agire sulle spese fisse, come gli stipendi e le spese di gestione irrinunciabili dovremmo ridurre le risorse destinate alla ricerca e al miglioramento dell’offerta formativa, cosa che questa Amministrazione rifiuta di fare. Si tratterebbe, in altri termini, di trasformare la nostra Università in una teaching University, in cui si offre solo la didattica mortificando la ricerca. Una sorta di Università di serie B. Questo comporterebbe la fuga di tutti i nostri migliori studiosi e ricercatori ed escluderebbe il nostro Ateneo dalla competizione scientifica nazionale e internazionale. Attenderemo le decisioni del Governo in merito ai tagli previsti per le Università e poi valuteremo le conseguenze. Il Consiglio di Amministrazione fa appello a tutti gli Enti locali e ai parlamentari salentini perché sostengano e difendano l’Università, in questo difficile momento, in tutte le sedi possibili. Siamo di fronte ad un paradosso. L’Università del Salento, infatti, rientra tra le Università definite virtuose dallo stesso Ministero, grazie ad un’oculata gestione, al taglio di ogni spreco, alla rinuncia alle indennità di carica di tutti gli incarichi, all’assenza di debiti e tutti i parametri di valutazione in forte crescita, che la posizionano al terzo posto in Italia, non è in grado di recuperare altrove la riduzione del fondo di finanziamento ministeriale, che per il 2010 ammonterebbe a circa 7,5 milioni di Euro. Né, d’altra parte, sembra proponibile un aumento considerevole delle tasse studentesche (che comunque non risolverebbe lo squilibro di bilancio) considerando la grande incertezza economica che grava su molte famiglie italiane. Il Consiglio ha accolto la proposta del rappresentante degli studenti di inviare la documentazione necessaria agli Enti locali e ai nostri Parlamentari per sensibilizzarli e renderli consapevoli della situazione finanziaria della nostra Università.”

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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