“Io corro per l'acqua”

Domani i podisti della Mezza maratona della Grecìa salentina correranno con nastri bianchi legati ai polsi, simbolo della purezza dell'acqua. E' la simbolica iniziativa organizzata dal Coordinamento civico per dire “no” alla discarica sulla falda idrica

In occasione della “Mezza Maratona della Grecìa Salentina” che partirà da Corigliano d'Otranto domani (alle ore 9.30), il “Coordinamento Civico di Maglie per la Tutela della Salute e del Territorio”, su iniziativa dell'epidemiologo Prisco Piscitelli, organizza “Io Corro per l'Acqua”. “Ai podisti professionisti ed amatori, che prenderanno parte all'importante competizione – spiega Oreste Caroppo, del direttivo del Coordinamento – chiediamo di partecipare simbolicamente alla nostra campagna di sensibilizzazione pubblica e politica sul tema dell'acqua, sull’importanza della conservazione del suo status di bene pubblico e sulla necessità di tutelarne e garantirne al grado massimo la salubrità in quanto risorsa vitale per l’uomo. L'occasione dell'evento podistico è di rilevante importanza in tal senso per tre aspetti: uno, per la sua natura di sport all'aria aperta che ben simboleggia l'anelito dell'uomo moderno ad una vita più salubre e rispettosa della natura; due, per uno specifico aspetto di natura diacronica, dato che solo poche settimane addietro abbiamo assistito all'affermazione politica in Italia di un pericoloso principio di privatizzazione del bene pubblico acqua dolce; tre, per un aspetto prettamente logistico che vede la partenza della maratona proprio da Corigliano d'Otranto, Città delle Acque per antonomasia. E' questo ultimo punto in particolare – continua Caroppo – che vede il massimo coinvolgimento del nostro Coordinamento, rete di una quarantina di associazioni, che in Corigliano ha istituito un' Unità d'Emergenza per risolvere la spiacevole questione della creazione, nell'agro della cittadina, di una maxi-discarica di rifiuti solidi urbani indifferenziati e biostabilizzati di decine di paesi; il tutto, in un sito protetto dalla legge europea nazionale e regionale, al fine di tutelare dall'inquinamento la grande riserva idrica sotterranea naturale lì presente, una riserva di importanza strategica per l'approvvigionamento idrico di tutto il Salento, dato che alimenta tutto il monumentale Acquedotto Pugliese per la Provincia di Lecce. Una follia sotto gli occhi di tutti, che si sta perpetrando impunemente nel più assurdo consenso delle istituzioni ai danni delle future generazioni. Un crimine di indicibile gravità, che, nell'indignazione più generale, dovrebbe spingere ad una politica finalmente coscienziosa di gestione dei rifiuti, volta al riciclaggio spinto e al compostaggio; pratiche queste che portando ad azzerare i rifiuti, permetterebbero di evitare nocivi e cancerogeni inceneritori e discariche inquinatrici della falda. Il Salento è terra carsica, di suoli altamente permeabili, come dimostra l'assenza di fiumi e laghi significativi nonostante le frequenti e abbondanti piogge. La ricca e copiosa falda d'acqua dolce sottostante è l'unica riserva idrica potabile per i salentini. Le discariche in qualsiasi sito ubicate, finiscono pertanto per arrecare, inevitabilmente, come già purtroppo tante volte accaduto, forti danni alle riserve idriche sotterranee, a causa del ‘percolato’, il micidiale liquido velenoso da esse fisiologicamente prodotto”. “Alla luce di tutto questo – conclude Caroppo – recuperando l'antica tradizione salentina dei nastrini votivi colorati, daremo ai podisti, al termine della gara, un nastrino bianco, simbolo della purezza auspicata per la nostra acqua e per le intenzioni che devono ispirare i nostri amministratori; un nastrino da legare al polso e portare a casa in segno di speranza per questa terra, per la salute dei suoi abitanti e delle future generazione, e per l’affermazione di una moralità politica oggi totalmente assente”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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