Blasi chiede a Vendola un passo indietro

Senza una alleanza più larga si rischia di riconsegnare la Puglia alla destra di Fitto, Mantovano e Tatarella. Ecco perché chiedo all’amico Nichi Vendola di farsi carico di questa responsabilità e di individuare insieme a me a al PD una personalità da candidare

Lettera aperta ai Democratici di Puglia recapitata da Sergio Blasi, segretario regionale del PD Mi rivolgo a voi, Democratici di Puglia, che con sforzo e passione avete contribuito alla costruzione del Pd, il più grande e ambizioso progetto della politica italiana, il partito dei tanti e non dei pochi. Mi rivolgo a voi senza mediazioni perché sento e raccolgo una inquietudine profonda che ci attraversa tutti, iscritti, militanti, simpatizzanti, elettori, giovani e credo sia giunto il momento di parlarci, in modo chiaro e leale, come sappiamo, mettendoci la faccia in un tempo in cui la politica spesso si rifugia in alchimie astruse. La faccia è bene prezioso, nutre e rende leggibile e vera la politica. Il centrosinistra pugliese viene da cinque anni di buon governo. Anni importanti, in cui abbiamo saputo promuovere e dare del “tu” al cambiamento sapendo innovare e sperimentare ciò che in altre regioni del Sud non è accaduto. Luoghi comuni e stereotipi consolidati fanno del Sud, nell’immaginario di tanta parte del paese, un luogo dedito allo spreco , alla clientela, all’assistenzialismo, dove rifiuti per strada e criminalità sono il tratto distintivo di una parte dell’Italia che viene vissuta come qualcosa di cui disfarsi poiché zavorra per lo sviluppo e la modernizzazione dell’intero paese. Di tutto questo la Puglia ha saputo narrare un’altra storia. Alzare lo sguardo e la schiena producendo in tantissimi settori un Mezzogiorno fatto di orgoglio civico e sviluppo, provando a vincere la sfida con la modernità senza tradire l’affetto per la propria terra, sapendo di giocare una partita che, se vinta, non vale solo per se ma è uno spiraglio, un fiato di speranza, per l’intero Mezzogiorno e per l’Italia. Una Italia che sa che proprio qui, dove la Puglia bagna le sue coste, in un mare antico, si gioca una delle scommesse più importanti per il futuro dell’intera Europa; quel Mediterraneo, porta aperta su tre continenti, crocevia di pace, crogiuolo di nuovi legami di civiltà, produzione di nuovi scambi e nuove opportunità di sviluppo. Tante le scommesse vinte: la costruzione di una protezione civile capace di spegnere fuochi cattivi , preludio di nuova cementificazione e devastazione del territorio, capace di non farci andare in ansia se piove troppo, perché l’incuria di anni mette a rischio pezzi di Puglia diventando matrigna, o di imprecare se non piove affatto, dove gli invasi che si svuotano ci ricordano quanto l’acqua sia un bene prezioso. Una Puglia capace di raccogliere la sfida delle energie rinnovabili come paradigma di un nuovo modello di sviluppo, dove la qualità dell’ambiente prova a non tenere su una trincea minata (come accade da troppo lungo tempo in una città come Taranto) il diritto alla salute e alla vita con il diritto al lavoro. Una Puglia capace di scommettere e di investire sul talento giovanile, sui loro “bollenti spiriti” in un contratto etico con il quale promuovere ricerca, specializzazione e nuova formazione, da riconsegnare poi alla disponibilità della loro terra. Una Puglia in grado di occuparsi del disagio, delle famiglie, di chi per troppo tempo ha sentito la diversa abilità come una “cattiva condizione”, costruendo un assessorato che prima del 2005 non esisteva affatto. Traguardi che dall’urbanistica ai trasporti, dal turismo, all’arte e alla cultura ci consegnano una Puglia differente, sicuramente più adeguata alle sfide del presente rispetto a quella che avevamo trovato 5 anni fa. Persino nella Sanità, dove pure un intreccio “antico” tra gestione e indirizzo ha pesato e dove c’è ancora molto da fare, si è saputo operare meglio di quanto non accadeva in precedenza. Dall’abolizione dei ticket sin dalla fine del 2005 all’ammodernamento dell’apparato tecnologico per la diagnostica (come l’acquisizione della PET TAC presente già in alcune provincie pugliesi e programmata in tutte le altre), rappresentano uno sforzo importante, anche se non ancora decisivo, per far sentire i cittadini pugliesi bisognosi di cure non cittadini di serie B rispetto a quelli di altre regioni italiane. Ecco, il punto politico che ci interpella oggi , è come proseguire sulla strada del cambiamento. La destra italiana intende trasformare le prossime elezioni regionali in elezioni politiche di medio termine , è necessario impedire che queste si trasformino in una deriva plebiscitaria per Berlusconi. Al fine di evitare, come affermato dallo stesso Fini, che il Presidente del Consiglio scambi il consenso elettorale nel suffragio ad un monarca. Dal 2005 ad oggi lo scenario politico in Italia come in Puglia è notevolmente mutato. Il centro sinistra, con alla testa Nichi Vendola, che vinse le scorse elezioni regionali, oggi, ha la necessità per potersi riconfermare alla guida della Regione, di fondare una nuova alleanza più larga ed in grado di contrastare il disegno nordista del governo nazionale, ponendo le basi, a partire dalla prossima primavera, in Puglia come in Italia, di un progetto di alternativa al berlusconismo reazionario e antimeridionale. Il Presidente Vendola nel mettere in campo la sua ricandidatura, ha per primo riconosciuto tutto ciò. Senza una alleanza più larga che vada oltre il centro sinistra, si rischia seriamente di riconsegnare alla destra di Fitto, Mantovano e Tatarella la nostra Regione interrompendo quella straordinaria stagione che ha saputo guardare a se finalmente con occhi di fiducia e che fondendo il meglio del civismo, delle esperienze popolari e la forza e il progetto dei partiti ha costruito quello straordinario processo di liberazione civile e morale chiamato “Primavera Pugliese”. Di questo sento in primis la responsabilità; prima di ogni altra cosa come Segretario del Pd e come uomo. Il partito democratico ha la responsabilità più grande e importante. Continuare sul terreno del cambiamento. Ecco il nostro ruolo, responsabile e infaticabile; garantire con coraggio e determinazione che il capitale morale, elettorale ed emotivo della “primavera pugliese” non venga disperso ma anzi trovi nuovo vigore e nuova linfa nell’aggregare nuove forze e politiche e sociali in questo ardito progetto di modernizzazione. Non è facile. Noi vogliamo continuare a governare la Puglia, per continuare a trasformarla. Per noi è prioritario impedire il ritorno di coloro che tanti danni hanno recato alla nostra regione, o peggio di coloro che vorrebbero conquistarla ad un disegno politico nordista. Siamo al lavoro. Senza sotterfugi o tradimenti, vorrei che questo fosse chiaro a tutti. Nessuna parola rimangiata, nessun tentennamento, nessuno sbandamento. Solo la fatica quotidiana e doverosa per continuare ad essere protagonisti del cambiamento. Solo la consapevolezza alta e nobile della responsabilità del Pd in questo quadro. L’UDC e l’IDV, decisivi partner di questa rinnovata stagione di cambiamento, in Puglia come nel resto delle regioni in cui si andrà al voto, ci chiedono discontinuità, ponendo al presidente Vendola la richiesta di un passo indietro per la guida di questa nuova stagione. E’ chiaro a tutti , per primo al Presidente Vendola, che senza una nuova alleanza che contempli anche l’UDC il rischio di interrompere qui questo processo è assai concreto. Ecco perché chiedo all’amico Nichi Vendola di farsi carico di questa responsabilità e di individuare insieme a me a al PD una personalità che raccolga la sua storia e la stagione di cui insieme al PD, al centro sinistra e a tanta parte della gente pugliese è stato protagonista. Ora è necessario . A volte fare un passo indietro può solo apparentemente raccontare un indietreggiamento, a volte quell’apparente indietreggiare è come tendere l’elastico per rilanciare più avanti e con più forza il progetto della Puglia migliore. Cari democratici e democratiche , ecco perché ho scelto di rivolgermi a voi, perché condividiate con me la necessità di far vivere questa stagione. in questo momento il PD di Puglia ha questa responsabilità ed intende farsene carico. Dopo aver provato in tutti i modi a costruire intorno alla figura del presidente Vendola l’alleanza per il Sud, oggi chiede con forza proprio a lui di costruisce le condizioni migliori per la vittoria. L’UDC e l’IDV ci chiedono di rendere disponibile una nostra personalità che renda concreta questa nuova coalizione. Di ciò ragioneremo nelle prossime ore negli organismi del partito e con tutti i democratici di Puglia ,affinchè la vicenda di questi anni formidabili non resti una parentesi di una terra del Sud della nostra penisola ma il riflesso di un bisogno universale delle genti meridionali. SERGIO BLASI Segretario Regionale PD Puglia

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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