Casarano. Fracasso al posto di Torsello

A sei mesi dalle elezioni, Adamo Fracasso potrebbe subentrare al prossimo consiglio comunale per disposizione del Tar di Lecce, che ha accertato l’erronea attribuzione del seggio ad Antonio Torsello della lista “Uniti per Claudio Casciaro”

Potrebbe subentrare in consiglio comunale già a partire dalla prossima seduta il neo proclamato consigliere comunale Adamo Fracasso. Lo scorso mercoledì il Tar di Lecce ha, infatti, accolto il ricorso presentato da quest’ultimo avverso i risultati delle ultime amministrative che avevano, invece, assegnato il seggio ad Antonio Torsello, altro candidato della lista “Uniti per Claudio Casciaro”. Il Tribunale Amministrativo altro non ha potuto fare che prendere atto di quanto accertato dal vice Prefetto Aggiunto Beatrice Agata Mariano che lo scorso 5 novembre aveva provveduto, su mandato dello stesso Tar, alle operazioni di verifica dei voti riaprendo i plichi contestati, ossia quelli contenenti i voti della sezione elettorale n. 4 di via IV Novembre dove, per mero errore di trascrizione, vi era stata una discordanza tra i voti attribuiti a Fracasso sul verbale di scrutinio inviato al Comune (92), e quelli segnati sul verbale trasmesso al seggio elettorale presso la Prefettura (89). La differenza di appena tre voti, accertata ora dal Tar, ha permesso al 41enne agronomo di approdare, per la prima volta, in consiglio comunale. La sentenza del Tar ha, inoltre, liquidato le spese del giudizio, pari a 3.000 euro, oltre accessori, a carico dell’Ufficio Centrale Elettorale. “Si tratta di un aspetto non trascurabile perché è piuttosto raro che possa accadere. Ciò conferma la linea difensiva adottata incentrata sul fatto che lo stesso Ufficio Centrale ben avrebbe potuto accorgersi dell’errore confrontando i due verbali a disposizione” afferma l’avvocato Pier Luigi Romano, difensore di Fracasso. Paradossalmente, infine, l’avvenuta riconta dei voti avrebbe potuto attribuire alcuni voti in più anche allo stesso Torsello ma i giudici erano chiamati a pronunciarsi solo sulle preferenze del ricorrente, ed oggi, a sei mesi dalle elezioni la questione può, dunque, dirsi definitivamente chiusa.

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