Omicidio Padovano. Fasano non è indagato

Legato da un rapporto di fiducia con Rosario Padovano, mandante dell'omicidio di Salvatore, Flavio Fasano non compare nel registro degli indagati

Il nome di Flavio Fasano, avvocato ed ex sindaco di Gallipoli (centrosinistra) non compare sul registro degli indagati nell’inchiesta sull’omicidio Padovano. Né per concorso esterno né per favoreggiamento. La sua posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti che dovranno stabilire di che natura fossero i suoi rapporti d’affari con Rosario Padovano, fratello di Salvatore detto “Nino bomba” e mandante del suo omicidio. Gli affari riguardano la gestione del mercato ittico del Castello angioino e dei ristoranti di Gallipoli. Ma anche l’intenzione di entrare nel settore delle aste giudiziarie. Tra i due pare ci fosse anche una convergenza di vedute politiche; cosa che divideva ulteriormente Rosario dal fratello Salvatore, il quale era invece vicino al Pdl. Dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, dai pedinamenti e dagli interrogatori realizzati da Elsa Valeria Mignone, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, con i carabinieri del Ros e con i poliziotti della Squadra mobile, emerge uno stretto rapporto tra Fasano e Rosario, che si rivolgeva all’avvocato anche per i pareri più delicati o per chiedere chiarimenti su notizie pubblicate dalla stampa a proposito dell’omicidio del fratello. Un rapporto fatto di lunghe telefonate o incontri anche nelle ore notturne. Al momento gli inquirenti sostengono che l’iniziativa di uccidere Vincenzo Barba, deputato del Pdl, sia maturata unicamente in Rosario Padovano. Carmelo Mendolia, il killer da lui assoldato poi divenuto collaboratore di giustizia, lo indica come mente e come braccio, insieme a lui, di quell’omicidio che sarebbe dovuto sembrare la degenerazione di una rapina.

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