Inchiesta sulla sanità. Spunta il nome di Vendola

I carabinieri accusano di tentata concussione Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia. Che si dice vittima di un tentativo di sfregio e, pertanto, sereno

C’è anche il nome di Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, tra i dieci che compaiono in una delle otto informative dei carabinieri consegnate alla pm Desiree Digeronimo. L’informativa in questione riguarda l’inchiesta sul presunto malaffare nella sanità pugliese, che vede indagate al momento 15 persone. “Ma Vendola non è iscritto nel registro degli indagati”, ha precisato ieri Antonio Laudati, capo della Procura di Bari, nel corso di una conferenza stampa. La presenza del suo nome nell’informativa equivarrebbe ad una denuncia. “A suo carico non ci sono procedimenti penali – ha continuato Laudati –. L’iscrizione delle notizie di reato e l’inizio del procedimento penale spetta al pm inquirente”. A carico delle dieci persone denunciate i carabinieri ipotizzano il reato di concussione. E relativamente a Vendola, il sospetto è che nel maggio 2008 abbia imposto ai direttori generali delle Asl la nomina di direttori amministrativi e sanitari, primari di reparto e responsabili di singole cliniche. Avrebbe, in breve, chiesto delle nomine clientelari nell’intento di rafforzare la presenza della coalizione politica nelle istituzioni. “Credo di aver subito un tentativo pesante di sfregio, ma il tentativo è stato fatto in maniera talmente maldestra e talmente volgare che penso di poter continuare con tutta la serenità di cui sono capace – ha commentato il presidente pugliese -. Forse qualcuno pensava di organizzare un poligono di tiro attorno alla mia persona”.

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