Grossi dubbi sulla segreteria telefonica mobile

Giovanni D’AGATA, componente nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, presenta un esposto all’AGCOM

Ormai quasi tutti i cittadini residenti sul territorio nazionale, per non dire tutti, siamo possessori di un telefonino mobile (o cellulare che dir si voglia), senza distinzione di sesso, razza, classe, ceto sociale. Così a molti è noto che i gestori telefonici nazionali della telefonia mobile, nessuno escluso, consentano a ciascun utente la possibilità di fruire del servizio di “segreteria telefonica”. Ebbene, nella gran parte dei contratti di telefonia mobile, peraltro, tale servizio viene generalmente abilitato al momento dell’attivazione del numero d’utenza e senza alcuna preventiva richiesta nei confronti del cliente, che, quindi, nella gran parte dei casi non disabiliterà il servizio. Ciò che colpisce maggiormente, però, non sono le modalità di attivazione del servizio, il più delle volte gratuito nei confronti dei clienti, ma la circostanza che le segreterie telefoniche comportino dei costi (che variano a seconda delle tariffe di ciascun utente) per tutte le chiamate effettuate verso i numeri la cui segreteria risulti abilitata. Risulta infatti ai più che la connessione con tali segreterie telefoniche si attivi molto spesso già dopo il primo squillo (o solo dopo quattro – cinque squilli), a volte senza alcuna preventiva richiesta di consenso o con un semplice messaggio di preavviso (nella sola lingua italiana) del tipo “… stiamo trasferendo la sua chiamata alla segreteria telefonica” per poi collegarsi direttamente ed in un brevissimo lasso di tempo (per non definirlo istante) con la segreteria telefonica stessa il cui preavviso viene dato semplicemente con il seguente messaggio del tipo “…risponde la segreteria telefonica di 3…”. E’ evidente, quindi, che nella gran parte dei casi il collegamento alla “segreteria telefonica” è fatto contro la volontà dell’utente che è costretto pertanto a degli esborsi non preventivamente voluti. Ritenendo tali pratiche adottate dai gestori in diretto contrasto con i più elementari doveri codicistici di correttezza e buona fede contrattuale, nonché delle basilari norme a tutela dei consumatori, Giovanni D’AGATA, componente nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori ha presentato un esposto all’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) poiché è sotto gli occhi (o meglio le orecchie) di tutti che il servizio in oggetto richieda una necessaria istruttoria da parte dell’Autorità demandata alla vigilanza del mercato della telefonia. Ciò in primo luogo, al fine di verificare il possibile perpetrarsi di pratiche scorrette nei confronti dei consumatori da parte dei gestori di servizi di telefonia mobile ed in secondo, di adottare le misure ritenute più idonee per ottenere il ripristino dell’osservanza delle regole del mercato della telefonia.

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