Lecce. Omicidio-suicidio

Non avrebbe sopportato di vedere la moglie combattere con la depressione. Ha puntato il fucile prima contro di lei e poi contro se stesso

Ha sparato alla moglie che, davanti al televisore, sorseggiava un the. Poi si è puntato il fucile da caccia allo stomaco ed ha fatto fuoco. E’ accaduto ieri a Lecce attorno alle 16.30. Prima di compiere il doppio tragico gesto ha telefonato al figlio chiedendogli di raggiungerlo a casa; gli ha aperto con largo anticipo porta e portone in modo che non avesse difficoltà ad entrare. Intanto, ha dato esecuzione al suo tragico progetto di morte. Quando Massimo Fior, 48 anni, ha messo piede in casa, non ha fatto difficoltà a ricostruire quanto era accaduto: il padre, Uberto, 75 anni, un tempo proprietario del negozio di sposa di porta San Biagio a Lecce “Sposa Chic”, aveva posto fine alle sofferenze della moglie, Maria Cenzento, 71 anni, che da almeno cinque anni conviveva a fatica con la depressione, e poi alle sue, determinate dal vederla ridotta in quelle condizioni. Sul tavolo, Uberto, ha lasciato tre lettere in busta chiusa indirizzate ai figli. E’ stato Massimo a telefonare al 113 della centrale operativa della Questura; non ha avuto dubbi sulla dinamica dei fatti. Con gli investigatori sono giunti sul posto il pm Donatina Buffelli ed il medico legale Alberto Tortorella che stamattina effettuerà un esame esterno sui corpi dei due coniugi.

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