Rissa PD sulle primarie

Durissimo botta e risposta su presunti brogli a Gallipoli tra Teresa Bellanova, Alberto Maritati e Flavio Fasano

Durissimo botta e risposta tra Teresa Bellanova ed Alberto Maritati (mozione Bersani/Blasi) da una parte e Flavio Fasano (mozione Franceschini/Minervini) dall'altra. All'indomani dell'esito delle primarie, parte l'attacco dei bersaniani che contestano risultati anomali nella città di Gallipoli, “feudo” del democratico Fasano. Oggi la risposta, durissima, dell'ex sindaco di Gallipoli. Dopo l'intesa a livello regionale sulla vittoria di Sergio Blasi, tra Minervini, Emiliano e il neo segretario regionale, evidentemente a livello locale la conflittualità resta ancora alta. Riportiamo integralmente i due interventi:

[L’esito complessivo delle primarie ci lascia fortemente soddisfatti per il numero elevato dei partecipanti ed anche per le modalità con cui la campagna elettorale si è sviluppata e conclusa in quasi tutto il paese. I leaders candidati hanno interpretato con civiltà e spirito unitario questa straordinaria esperienza di democrazia; nessuno di loro ha fatto mai ricorso a metodi inaccettabili per il nostro partito e sempre hanno richiamato tutti al rispetto delle differenti opzioni politiche e culturali che alimentano il Pd e ne fanno un partito modernamente laico e riformista. Questa linea di condotta pare non sia stata rispettata ovunque e non mancano purtroppo anche nella nostra provincia preoccupanti zone d’ombra. Ci riferiamo in particolare al Comune di Gallipoli dove, a fronte di un sensibile aumento dei partecipanti al voto, si è registrata la presenza allarmante alle elezioni primarie di cittadini che notoriamente occupano posizioni politiche diametralmente opposte al PD. Al momento sono in corso opportune verifiche sulle modalità con cui si è svolta la competizione elettorale in quel comune ed, in particolare, sulle ragioni per cui personaggi “estranei” alla cultura della democrazia e della trasparenza hanno deciso di recarsi alle urne. Il nuovo Partito democratico che intendiamo realizzare deve condurre tutti al rispetto delle regole, non solo quelle degli statuti e dei codici giuridici, ma anche quelle che attengono all’etica del vivere civile. Il Partito democratico, anche grazie a questa ultima esperienza elettorale, ha inteso dotarsi di organi di rappresentanza legittimati a interpretarne la linea politica. Anche a Gallipoli esiste l’organo ufficiale del partito che ha finora ne ha espresso in maniera corretta l’indirizzo e la volontà senza alzare “vessilli” il cui vero colore e la cui natura è ancora tutta da verificare. Unico vessillo che legittimamente può essere mostrato, oggi più che mai, è il segno distintivo del Pd che parla un linguaggio di unità e di programmi concreti da sviluppare nell’interesse non solo degli iscritti ma della intera comunità. Sarebbe bene, quindi, che tutti coloro che in queste ore esibiscono “vittorie muscolari” trovino il senso della misura e la via della correttezza e del rispetto dei principi cui il nostro partito deve sempre e comunque ispirarsi. Gallipoli, peraltro, è stata sconvolta da recenti fatti delittuosi i quali impongono approfondimenti e riflessioni comuni; non con i proclami né con le divisioni si può servire l’interesse comune, bensì attraverso una politica seria, concreta e trasparente che con i personalismi non abbia a da spartire. firmato sen. Alberto Maritati on. Teresa Bellanova]
[A malincuore devo constatare come il Sen. Maritati e l’On.le Bellanova, anzitutto confondano le loro prerogative istituzionali con quelle meramente politiche di competenza primaria del Segretario Provinciale! Essi si sono avventurati in azzardate quanto disgreganti valutazioni sull’affluenza al voto e sulla “qualità” partitica dei cittadini di Gallipoli che in ben 2.008 (700 in più delle precedenti primarie di due anni fa) hanno accolto l’invito che io, nella mia qualità di coordinatore della mozione, avevo pubblicamente fatto in un comizio tenuto la domenica precedente, così come ho fatto in tantissimi comuni della provincia. Sicuramente essi non sanno come anche a Leverano, a Martano, a Racale ed in tanti altri comuni della provincia di Lecce (proprio laddove coincide una significativa vittoria della “mozione Franceschini”) l’affluenza alle urne è stata enorme e persino maggiore rispetto alle precedenti primarie di due anni fa: anche qui il voto è sospetto!? Capisco che aver ottenuto a Gallipoli – città simbolo dei “bersaniani” – appena 537 voti (27,3%) per la mozione sostenuta da Maritati e Bellanova, contro i 1.372 voti (69,7%) ottenuti per Franceschini, provochi in loro un sensibile nervosismo. La delusione aumenta, e con questa il nervosismo, soprattutto se lo stesso dato si è ottenuto anche per il regionale, procurando così anche il loro visibile disappunto visto che Blasi manca la maggioranza assoluta proprio per pochi voti, quelli che magari si aspettavano proprio da Gallipoli dove, alle primarie interne, con il Segretario del circolo e la Consigliera comunale appena candidata alle provinciali, schierati dalla loro parte, avevano ottenuto il 63,3% contro il 36,7% ottenuto per Franceschini! A Gallipoli, controllino pure gli elenchi dei votanti, a tutti quelli che già votarono due anni prima, e per i quali nessuna censura allora fu mossa dagli odierni “custodi” del voto “controllato”, si sono aggiunti i tanti giovani che hanno creduto nell’importanza della partecipazione attiva all’esercizio democratico della scelta per un progetto politico forte ed impegnato, come era quello che rappresentavo! Non è colpa mia se l’intero gruppo dirigente del locale circolo PD di Gallipoli, al quale Maritati e Bellanova avevano riposto speranze e fiducia politica per vincere le primarie per Blasi e Bersani, non sono andati al di là della loro ristretta cerchia di parenti e tesserati. Dalla mia parte ho avuto, e di questo li ringrazio, ben 12 dei 20 candidati che appena un anno fa, il 21 maggio 2008, candidandosi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Gallipoli, raccolsero più di 1.500 voti di preferenza: è questa la dimostrazione di una leadership concreta e democratica, che va oltre l’incarico di partito, e di questo continuo ad esserne fiero! Sono state queste donne e questi uomini, giovani e meno giovani, schierati con Emiliano e Minervini, ma uniti sul mio nome e sulla lista di Franceschini che capeggiavo per il nazionale, a permettere questo successo … ma anche a causare il nervosismo di Maritati e Bellanova! Ringrazio i primi e chiedo scusa per l’incolpevole dolore provocato a questi ultimi. firmato Flavio Fasano (Coordinatore provinciale mozione Franceschini)]

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