Concerto italiano per i 90 anni di Vlad

Stasera l’appuntamento clou della Stagione sinfonica d’autunno di “Ico“. Grazia Manni: “Tanta gente e tanti giovani a teatro. Obiettivo raggiunto”

di Daria Ricci E’ contenta Grazia Manni, direttore amministrativo della Fondazione “Ico”: “Vedere tanta gente in teatro fa piacere,; in effetti si tratta di spettacoli di grosso spessore. Sorprendono i numeri dei giovani e degli abbonamenti sottoscritti; stiamo riuscendo a raggiungere uno dei nostri principali obiettivi: avvicinare i giovani alla musica classica”. E’ una prima esecuzione assoluta, quella del “Concerto Italiano” di Roman Vlad, per i 90 anni del compositore. Si tratta del momento clou del quarto appuntamento con la Stagione Sinfonica d’Autunno, quello di venerdì 30 ottobre al Politeama Greco di Lecce. Per l’occasione, l’orchestra della Fondazione Ico “Tito Schipa”, diretta da Marco Zuccarini, ospiterà il pianista aquilano Carlo Grante che eseguirà il “Concerto Italiano” di Vlad, e tre cantanti, rispettivamente il mezzo soprano Lucia Mastromarino, il tenore Aldo Caputo e il basso Gianluca Buratto. La serata si aprirà con un omaggio a Giovanbattista Pergolesi attraverso l’esecuzione del suo “Salve Regina” per mezzosoprano ed archi, una gemma del suo stile semplice ma drammaticamente espressivo. Successivamente, tutta l’attenzione sarà per l’inedito “Concerto Italiano” di Vlad per pianoforte e orchestra. Vlad, di origini rumene ma naturalizzato italiano, già direttore artistico del Teatro alla Scala di Milano e sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma, è il decano dei compositori nostrani. Allievo prediletto di Alfredo Casella, in questo “Concerto Italiano” sembra rifarsi al suo maestro, e, se nel primo dei due tempi cita la celeberrima composizione omonima di Bach, nel secondo tempo si procede al ritmo di tarantella, che ispirò Stravinskij nel “Pulcinella”, ma anche Casella ne “La Giara” e, curiosamente, riaffiora in “Artéteka” di Fedele. A completare il programma musicale del concerto sarà proprio il “Pulcinella” di Igor Stravinskij, scritto per Diaghilev, riorchestrando frammenti di musiche di Pergolesi – “con amore ma senza rispetto” (parole dello stesso compositore russo) – cioè stravolgendone armonie e strutture. Da questo pastiche nacque il movimento detto Neoclassico, che contrappose, tra le due guerre, alla dodecafonia dell’espressionismo, un ritorno alla tonalità e all’artigianato barocco. Il concerto sarà replicato domani, alle ore 20, nella chiesa della Collegiata Santa Maria delle Grazie, a Campi Salentina.

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