Finanziere suicida: sul telefonino le sue volontà

Aperta inchiesta per istigazione al suicidio e perquisizioni

La procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta sulla morte del finanziere che si è suicidato con un colpo di pistola a San Cataldo. L'ipotesi di reato è istigazione al suicidio. Sul telefonino aveva scritto le sue volontà e i motivi del gesto

Un suicidio premeditato. Un filo d'Arianna che parte da un biglietto e si muove verso la rubrica del telefono cellulare, lasciato dall'appuntato suicida per aiutare gli investigatori per scoprire e capire il movente. Oppure i moventi, in quanto ad indurre ad un gesto estremo il finanziere 43enne siciliano, Innocenzo Guerino, potrebbero essere state più cause e circostanze negative. Un caso complicato e delicato, che ha portato il pm Francesca Miglietta ad aprire un fascicolo per l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio. L'inchiesta, nelle mani dei poliziotti delle Volanti e della Squadra mobile, servirà appunto a chiarire se qualcuno o qualche particolare circostanza, abbia indotto Guerino ad ammazzarsi. Oltre alla polizia, al caso ci lavorerà anche il medico legale Alberto Tortorella, che oggi riceveraà l'incarico per l'autopsia. Nell'indagine è stato coinvolto il consulente informatico della Procura, l'ing. Luigina Quarta, che si occuperà di ricavare tutti i dati possibili dalle memorie dei cellulari dell'appuntato, in quanto pare che abbia lasciato numerosi messaggi e memoriali in cui spiega il perchè del gesto estremo. Per un paio di lettere, scritte da Guerino prima di morire, è stato lasciato da questo un messaggio ben chiaro: da aprire solo nel caso in cui gli fosse accaduto qualcosa di grave. Il biglietto con su scritto questa precisa volontà, è stato trovato all'interno del suo portafogli l'altro ieri sera dai poliziotti intervenuti a San Cataldo; inoltre indicava di guardare in una rubrica del cellulare, dove gli investigatori hanno trovato la prima lettera. Lettera lunga, di scuse nei confronti del figlio, della moglie, del padre, degli amici traditi e, allo stesso tempo accusatoria nei confronti del sistema bancario che non aiuta chi è in difficoltà economiche. Ma sono state trovate anche altre indicazioni, come la preghiera al parroco di Giorgilorio, don Antonio Murrone, di celebrare la messa del suo funerale. Prevedendo la sua morte, l'appuntato aveva indicato i nomi dei suoi colleghi ed amici che avrebbero dovuto portarlo in spalla per il saluto estremo. Nel telefonino sono state lasciate altre indicazioni per arrivare ad altre lettere, alcune scritte su carta, e alcune custodite nella memoria del cellulare. Una volta che gli inquirenti avranno in mano il materiale tutto lasciato dalla vittima, decideranno se sia il caso imputare qualcuno per la responsabilità del suicidio. La procura parla di un caso difficile e delicato e, di una morte annunciata.

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