Per la Asl questa mensa non s'ha da fare

La cascina Global Service non può preparare i 1.375 pasti giornalieri previsti dal bando di gara

Sul centro di cottura di via Presta, Rotundo dichiara: ”La cascina Global Service non può preparare i 1.375 pasti giornalieri previsti dal bando di gara”. Ora si aspetta la replica del sindaco

Dopo la nota interlocutoria del 24 settembre scorso con la quale il Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl dichiarava che il centro di cottura della Cascina Global Service sito in via Presta a Lecce non era adeguato per la preparazione di 1.375 pasti per turno riservandosi una valutazione compiuta in ordine alla potenzialità massima previa ulteriore verifica in corso di attività a regime massimo, lo stesso Dipartimento con lettera del 30 dicembre 2008, sottoscritta anche dal Direttore Generale dott. Scoditti, inviata al Sindaco, ha precisato che nel centro in oggetto “allo stato non possono essere preparati un numero di pasti superiore a 1.105”. Come si ricorderà, su questo specifico problema si sono pronunciate, in seguito ad una mia iniziativa, in modo congiunto la decima e la undicesima Commissione Consiliare che esercitando le proprie funzioni di controllo avevano sollecitato il Sindaco a verificare se il certificato sanitario della Asl fosse stato rilasciato per un numero di pasti proporzionato alla potenzialità della struttura e comunque se tale certificazione possa essere utilizzata per la preparazione di 1.375 pasti giornalieri così come previsto dal bando di gara. In effetti, il Capitolato d’appalto per l’affidamento in gestione del servizio di mensa scolastica è molto chiaro e non si presta ad equivoci su questo punto. L’art. 1 del Capitolato dice esplicitamente che l’appalto ha per oggetto la preparazione, il trasporto e la somministrazione dei pasti a favore di circa 1.300 alunni e di 75 unità di personale docente e non docente e richiede, di conseguenza, che il centro di cottura abbia una capacità produttiva di 1.375 pasti giornalieri. Ciò che andrebbe approfondito è capire se sia stato rispettato in merito l’art. 3 del Capitolato. Esso prevede, infatti, l’impegno esplicito per l’appaltatore “a presentare entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione di aggiudicazione definitiva da parte del Comune ogni documentazione relativa all’immobile sede del Centro di cottura, ivi compresi ogni occorrenda autorizzazione e certificazione di legge” e prescrive che “in caso di aggiudicazione il Centro di cottura dovrà essere dotato di tutte le certificazioni di autorizzazione sanitaria ed agibilità rilasciate dalle competenti autorità”. Oggi – alla luce della recente nota della Asl che mette nero su bianco in modo definitivo che la struttura di via Presta è priva di uno dei requisiti essenziali richiesti dal bando di gara – rivolgiamo il nostro invito al Sindaco per sapere se e quali iniziativa abbia o intenda assumere al riguardo e se non ritenga che sussistano le condizioni per procedere all’anamento dell’aggiudicazione dell’appalto per palese violazione delle norme previste dal Capitolato.

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