Emergenza rifiuti. “C’è una regia”?

Vito Rizzo, presidente di “Io conto” di Ugento, e Oreste Caroppo, portavoce del Coordinamento civico di Maglie, ipotizzano che i continui disagi in tema di rifiuti siano creati a tavolino

Una escalation senza fine quella dei rifiuti per 46 Comuni del centro provincia, appesi da anni al filo solidale di altre località salentine ed extra provinciali. Un marasma che ogni volta fa infuriare i sindaci i quali gridano all’ennesima emergenza e additano le colpe all’inadeguatezza o incompletezza degli impianti nel bacino Ato Lecce/2, in particolare quello di biostabilizzazione Sud Gas posizionato sulla serra di Poggiardo. Proprio qui, a cento metri di distanza, è in costruzione da circa un anno un nuovo impianto della ditta “Cogeam”, aggiudicataria dell’appalto nel 2007, che sarà pronto non prima del febbraio 2010. Ma tutto questo non basta. Alla crisi si aggiunge un’altra questione irrisolta che va sotto il nome di discarica di servizio-soccorso di Corigliano d’Otranto, non ancora pronta e che in tanti si augurano non lo sia mai, dato che sorge proprio sulla falda che alimenta i rubinetti delle case dell’intero Salento con l’Acquedotto Pugliese. A ciò si sommano poi le difficoltà logistiche del polo impiantistico di Cavallino. Di fronte a una tale confusione, in queste ore grande attenzione sta suscitando la chiave di lettura data in un recente comunicato da Vito Rizzo, presidente di “Io Conto” di Ugento, che fa eco alla denuncia pubblicamente lanciata già alcuni mesi fa da Oreste Caroppo, leader del movimento per “La Rinascita del Salento” aderente alla vasta rete del Coordinamento Civico di Maglie, sulle locali “mistificazioni, utilizzazioni e creazioni di emergenze rifiuti, provocate da una ristretta mal celata regia”. “Il sistema rifiuti – spiegano – può essere puntualmente ostruito a comando agendo sui colli di bottiglia relativi al corretto funzionamento tecnico degli impianti, ad esempio basti pensare all’attuale ridicola questione dello stato delle vie di accesso alle discariche, che dovrebbe trovare normale risoluzione amministrativa e non essere volutamente ingigantita e sbandierata da chi dovrebbe solo prodigarsi per risolverla”. “Temo manovre strumentalizzanti – dice Oreste Caroppo – in questo nuovo tentativo a tavolino di parlare di emergenza rifiuti nell’Ato/Lecce2, proprio nell’area di bacino dove qualcuno trama per trasformare la Copersalento in un imponente nuovo e nocivo termovalorizzatore. L’ennesima speculazione, oggi ammantata del luccichio della modernità, fatta ai danni della salute dei cittadini. Un’offesa all’intelletto umano. Si mira ad esasperare i cittadini provocando un’emergenza sanitaria-rifiuti in strada, colposa, per propinare alla popolazione del Salento la falsa soluzione – pubblicizzata panacea di tutti i mali – del termovalorizzatore, sfruttando in tal modo l’esperienza napoletana, che ha portato all’intervento dell’esercito, all’offensiva militarizzazione del territorio, per costruire contro la locale volontà popolare il grande termovalorizzatore di Acerra, andando in deroga a ben 600 prescrizioni normative, volte alla tutela della salute dei cittadini, e tutto ciò ai fini degli interessi della lobby politico-imprenditoriale dell’incenerimento, che specula sui finanziamenti pubblici pagati in bolletta dagli stessi cittadini, Cip6; un’oligarchia, – continua Caroppo – che nega risorse ed impegno politico nella realizzazione della via sana allo smaltimento dei rifiuti, quella della differenziazione spinta e del compostaggio della frazione umida che rende inutile incenerire e produrre nocivi fumi cancerogeni. Come chiamare tutto questo se non ‘inadempienza degli organi amministrativi’ o becero ‘terrorismo politico’”?

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