Eolico nel Parco dei Paduli? Oggi un vertice

Stasera presso il municipio di San Cassiano le associazioni ambientaliste chiederanno un intervento di Angela Barbanente, assessore regionale all’assetto del territorio

Il Parco naturale dell’antica Foresta Belvedere, il “Parco dei Paduli” voluto da Provincia e Regione, con l’interessamento anche del Ministero per l’Ambiente, sta per essere invaso da decine e decine di mega pale eoliche d’acciaio, alte centinaia di metri. E così per impedire che “il regno delle querce e degli ulivi sia abbattuto e irretito nelle maglie di chilometri di nuovi elettrodotti, schiacciato e soffocato dai mastodontici signori d’acciaio del vento”, le associazioni ambientaliste stasera alle ore 18,30 presso il municipio di San Cassiano chiederanno un intervento di Angela Barbanente, assessore regionale all’assetto del territorio. L’appello fa anche seguito alla grande sollevazione popolare contro le scelte delle locali amministrazioni, che proprio in quel territorio, dal paesaggio tra i più belli ed unici d’Italia, hanno aperto le porte “a questo intollerabile immorale stupro dell’identità di ognuno di noi”, come le associazioni l’hanno definito. A San Cassiano sono stati convocati dall’assessore tutti i 12 sindaci del Parco, che si estende nei comuni di Supersano, Scorrano, Maglie, San Cassiano, Botrugno, Nociglia, Montesano, Surano, Miggiano, Ruffano, Collepasso, Cutrofiano. A questi primi cittadini il grande onore e la grande responsabilità d’essere stati scelti dalla Regione, per l’unicità e preziosità del loro territorio consegnato dagli avi, quali comuni pilota per l’applicazione dei principi del PPTR, il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, divenuto dal 29 settembre scorso legge regionale: principi di tutela, massima salvaguardia e ripristino delle antiche suggestioni rurali e naturali del paesaggio a 360°. Per scongiurare lo scempio l’assessore proporrà la realizzazione di un Prie intercomunale, che individuerà le zone nei territorio dei comuni dove non collocare quelle mega torri d’acciaio. “Una sola torre di mega eolico – osserva Oreste Caroppo, presidente del movimento per ” La Rinascita del Salento” – sfigura il paesaggio irrimediabilmente come ha più volute sottolineato con forza il curatore scientifico del PPTR, il professor Alberto Magnaghi dell’Università di Firenze, ed in Toscana non ci si sarebbe mai abbandonati allo scempio che qui viviamo, tanto più in un’area delicata e preziosa come il Parco dei Paduli e dei territori e le Serre che gli fanno da cornice, la Collina di Palmariggi-Giuggianello-Poggiardo a Est, e quella di Ruffano-Parabita ad Ovest. Come conciliare il tutto? Abbiamo paura che questo PRIE intercomunale, nonostante le buone intenzioni della proponitrice, si trasformi in un modo ancor più deplorevole per giustificare e legittimare la violenza, lo stupro che si sta impunemente compiendo ai danni di un territorio puro e vergine. Per questo proponiamo ai comuni del basso Salento di dare un esempio vero e valido di seria virtuosità, impegnandosi per la collocazione in alto mare, soluzione off-shore, di tutte le eventuali pale eoliche necessarie al fabbisogno energetico del territorio; da ubicare in uno o, al massimo, due grossi impianti ristretti nello spazio (per non intralciare pesantemente le importanti rotte migratorie dell’avifauna e la navigazione umana) e non visibili dalla costa per lontananza, sgravando così da questa intollerabile pressione visiva, acustica ed elettromagnetica del mega eolico e dal rischio elettro-meccanico che lo stesso introduce, il territorio salentino, dove il paesaggio è economia turistica, fonte di ricchezza diffusa, e palcoscenico della serena e gioiosa quotidianità di ognuno di noi; è qualità di vita che non può essere schiacciata a vantaggio delle speculazioni delle grandi ditte straniere e non dell’energia che vogliono solo colonizzare questa terra, elargendo in cambio dell’irreparabile danno che causano al paesaggio, alla storia e alla salute, contentini pubblici e privati omaggi. La Regione Puglia – spiega ancora Caroppo – deve varare una urgente moratoria per fermare tutti i progetti in corso di approvazione ed esecuzione e avviare tutti i tavoli e le procedure necessarie per risolvere l’immane catastrofico problema che ha creato. Perseverare nell’errore sarebbe solo una conferma della criminosità di quanto sta avvenendo, anche dal punto di vista della legalità, oltre che della moralità, come da innumerevoli parti con coraggio e disgusto denunciato”.

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