Teofil Milenkovic. Bambino prodigio

Tanti applausi per il piccolo prodigio. “Suonare il violino è per me gioia e felicità” dice Teofil Milenkovic

Di Daria Ricci Ancora applausi per il secondo appuntamento della Stagione Sinfonica “Tito Schipa”. Applausi per il piccolo prodigio Teofil Milenkovic. Occhi vispi, per niente stanco dopo aver suonato meravigliosamente al suo violino il “Concerto per violino e orchestra in Mi min. Op 64” di Felix Mendelssohn-Bartholdy, con la direzione del maestro Marcello Panni. Tanti applausi e lui che ringrazia e dice “Non me lo avete chiesto ma io vi faccio un piccolo bis”. Lo raggiungiamo dietro le quinte nell’intervallo, è coccolato dai musicisti. Gli chiediamo un autografo “Sì, ma venga in camerino”. Teofil cosa senti quando suoni? “Gioia, allegria, tanta emozione”. Per te è impegnativo, ti stanchi quando suoni, quando studi il violino, quando ti prepari? “Non più di tanto, mi piace, mi diverte e poi, sa, io gioco, faccio tante cose altre quando non suono”. Perchè il violino e non il pianoforte? “Diciamo che papà un giorno me lo ha messo tra le mani, mi è piaciuto suonare, sicuramente non me lo ha imposto”. È vivace Teofil, un ragazzino dei nostri giorni. Un ragazzino che ha entusiasmato e emozionato il pubblico leccese, come quello di tanti altri teatri del mondo. Insomma ancora una serata che ha soddisfatto il pubblico in sala, con una Orchestra che ha dato il meglio suonando anche “Pupazzetti” di Alfredo Casella e la “Sinfonia n9 in Mi bem. magg. Op.70” di Dmitri Sostakovic.

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