Casarano a Consiglio sul bilancio

Il buco ammonta a 3.788.106,12 euro che dovrebbero essere coperti con la vendita di beni immobili comunali. I particolari si conosceranno durante il dibattimento

Il Consiglio comunale, che si riunisce questa mattina (ore 9), dovrà verificare gli equilibri di bilancio per l’anno 2009. Dopo una convulsa settimana, che ha visto confrontarsi con il sindaco, Ivan De Masi, e la sua giunta, le forze di maggioranza, il collegio dei revisori e i dirigenti degli uffici interessati, è stata redatta la relativa proposta di delibera per l’eventuale approvazione, che in sostanza rimanda all’aprile del 2010 la decisone di dichiarare o meno il dissesto finanziario. Il buco di bilancio ammonta, infatti, a 3.788.106,12 euro (superiore, quindi, alle indiscrezioni dei giorni scorsi) che dovrebbero essere coperti con la vendita di beni immobili del patrimonio comunale. I particolari di questa manovra finanziaria, però, si sapranno solo questa mattina durante il dibattimento. L’esecutivo cittadino ha deciso di tenere fuori, per il momento, il debito fuori bilancio riconosciuto a favore della “Monteco” (poco più di 2 milioni di euro più interessi), per il cui recupero il commissario ad acta ha programmato, dal 2010, l’aumento della Tarsu del 56%. Palazzo dei Domenicani ha ritenuto “di tenerne conto in via prudenziale, salvo in fase di assestamento di bilancio di apportare le dovute variazioni scaturenti dalle risultanze delle nuove determinazioni di cui l’amministrazione comunale con propri atti e documenti si doterà”. Il governo cittadino, par di capire, sembra annunciare una manovra ad hoc per chiudere la “pratica Monteco”, che sarà definita in un secondo momento. Sulla mancanza di liquidità le cause, a parere dell’esecutivo, sarebbero dovute alla difficile riscossione degli accertamenti, aggravata dal rapporto conflittuale con il concessionario del servizio (“Ipe srl” conferita di recente in “Tributi Italia srl”), “manifestatosi da mesi con ritardi ed omissioni parziali dei riversamenti dei tributi riscossi e sfociato poi in un contenzioso ancora in essere, che pone in dubbio l’effettiva ricuperabilità degli stessi”. La situazione di sofferenza di cassa ha costretto l’amministrazione comunale ad avviare “un’attenta valutazione ed una verifica straordinaria dei residui”. Questa verifica è stata affidata a Fedele Coluccia, Giulio Spinelli e Lucia Giuri, tutti responsabili di ufficio, “i quali dovranno renderla compiuta entro la data stabilita dal ministero per l’approvazione del rendiconto 2009, nella consapevolezza che si potrebbe rilevare una differenza tra i ruoli consegnati al concessionario e le effettive possibilità di riscossione, con il conseguente rischio – sottolinea la proposta di delibera – di portare l’Ente nelle condizioni di cui all’art. 24 e seguenti del Tuel”, ossia al dissesto finanziario. Il testo della delibera dovrebbe mettere d’accordo tutte le forze della maggioranza, compreso il Pd, nelle cui fila, com’è noto, annovera tre ex componenti della precedente amministrazione comunale (l’ex sindaco Remigio Venuti e gli ex assessori Sergio Abruzzese e Luigi Crudo) dalla quale l’attuale esecutivo ha “ereditato” questa difficile situazione.

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