Forum per la Pace premiato in Parlamento

Oltre ad un attestato, anche un fondo economico per finanziare un’attività sociale. Giovanni Pellegrino, vicepresidente del Forum, ha ritirato il premio

La seconda edizione del Premio Testimone del Dialogo è stata assegnata, lo scorso venerdì, al Forum per la Pace nel Mediterraneo. La cerimonia si è tenuta a Roma, presso la Sala delle Colonne, prestigiosa sede del Parlamento italiano. La prima edizione, nel 2008, era andata a Lech Walesa durante i lavori del Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace a Parigi. Il Premio viene assegnato ogni anno il 2 ottobre, data della celebrazione della giornata della non-violenza e del dialogo e della nascita di Gandhi, ad una personalità o organizzazione che si è particolarmente distinta per la promozione del dialogo. Il vincitore è designato in collaborazione con il Summit dei Premi Nobel. Oltre all’attestato, il Premio consiste anche in un fondo economico destinato a finanziare un’attività sociale. La comunicazione dell’assegnazione per il 2009 è stata ufficialmente data da Walter De Poli, amministratore delegato della multinazionale TELEsystem, a Giovanni Pellegrino, vice presidente del Forum, durante la presentazione dell’iniziativa parlamentare istitutiva della Giornata della Non-violenza e del Dialogo. Hanno preso parte all’iniziativa Massimo Calearo, primo firmatario del Disegno di Legge istitutivo della Giornata, che ha illustrato finalità ed obiettivi della legge, favorevolmente salutata da Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, da Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica e dai presidenti del Senato e della Camera che hanno inviato un loro messaggio augurale. Alla presentazione in Parlamento, è intervenuta Natalia Popova, consigliera dell’Ambasciata russa in Italia, che ha portato ai presenti il messaggio personale di augurio di Mikhail Gorbachev, presidente del Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace. Il Forum per la Pace nel Mediterraneo è il prestigioso organismo collegato all’Unesco che ha la sua sede europea nel Castello di Acaya a Lecce, ed opera per il dialogo delle varie culture che si affacciano sul mare nostrum e per la risoluzione dei conflitti che purtroppo ancora lo affliggono: in particolare, progetta un vero e proprio “investimento sul futuro” lavorando concretamente per l’incontro dei giovani di culture e religioni diverse dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

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