Casarano. De Masi contro le banche che ostacolano lo sviluppo

Crisi economica: alla festa del PD De Masi anticipa una clamorosa iniziativa contro le banche che non aiuterebbero le aziende salentine ad uscire dalla crisi

Il ruolo della politica nella crisi economica è stato uno dei temi che il sindaco, Ivan De Masi, ha affrontato ieri sera nell’ambito della festa del Partito Democratico. In particolare, il sindaco ha anticipato con una nota una clamorosa iniziativa contro le banche che non aiuterebbero le aziende salentine ad uscire dalla crisi. Nei prossimi giorni, De Masi invierà una lettera aperta a tutti i colleghi sindaci del Basso Salento affinché gli istituti di credito cambino tendenza e siano più sensibili nell’aiutare le imprese. “Il cancro che sta facendo rischiare la vita del nostro organismo produttivo – ha detto il sindaco – si chiama credito e la causa si chiama accesso al credito, cioè banca. Siamo davanti ad un paradosso da record del mondo”. “La stragrande maggioranza delle imprese ha i conti a posto – spiega De Masi – nel senso che tra il dare e l’avere è in attivo o, nella peggiore delle ipotesi, in pari. Solo che la voce costi cammina speditamente, ma la voce ricavi è praticamente ferma perchè c’è la crisi, i clienti si attardano, gli enti pubblici non pagano perché nelle casse non ci sono soldi. Il paradosso – osserva il sindaco – è che le aziende, per la gran parte, non soffrono una crisi economica ma finanziaria: la peggiore di tutte, perché la soluzione non dipende dalle loro capacità imprenditoriali e rischiano di chiuderne a decine”. Secondo De Masi sono le banche “ad avere una responsabilità enorme” ed ostacolerebbero lo sviluppo. “Il massimo che concedono le più sensibili, oggi, è dimezzare gli anticipi sulle fatturazioni – spiega – che rappresenta l’ossigeno della sopravvivenza, il credito è praticamente quasi scomparso, la parola d’ordine di stringere è passata su tutti, come una pandemia”. Le banche salentine non farebbero sistema con le imprese del territorio. “Perché a Siena, per fare un esempio, il Monte dei Paschi tiene botta e fa fronte comune con gli imprenditori, mentre a Lecce la Banca Popolare Pugliese non fa a?”, si domanda il sindaco. “Io sono salentino e ho il diritto di aspettarmi dalla prima banca salentina un comportamento coraggioso – continua De Masi – laddove le filiali periferiche delle grandi banche stringono, la Banca popolare del territorio, che ha sede a Matino, a due passi da qui, dovrebbe andare in controtendenza. Dovrebbe mantenere la fiducia in aziende storiche, dar credito ai piccoli artigiani, ai laboratori, alle aziende industriali a conduzione familiare che sono il tessuto connettivo del Salento industriale. Non dico rischiare, ma i doveri di una banca popolare non sono solo verso il proprio consiglio d’amministrazione”. “Proporrò subito una lettera aperta a tutti i colleghi sindaci del Basso Salento – propone De Masi – affinché la Banca Popolare Pugliese e gli altri istituti di credito invertano questa tendenza. Se sarà accolta questa proposta sarò l’ultimo firmatario, perché non si dica che voglio esserne il protagonista. Si dovrà fare massa critica, chi opera ha il problema di rinegoziare i fidi e quasi tutti con questa banca, se non saranno ascoltati – conclude – mi attiverò a mettere tutti intorno ad un tavolo per prendere una decisione comune. Faremo cartello noi sindaci, questa volta, nell’interesse dei nostri cittadini e dei nostri imprenditori”.

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