Un disegno strutturale macro-regionale per l’insieme del Sud

Ieri un seminario di studio per avviare concretamente lo sviluppo del Mezzogiorno. Una sintesi dei lavori

Si è svolto ieri nella fiera del Levante un incontro sulla coesione economica nazionale e si è posto l'accento sull’urgenza di una strategia unitaria per il futuro del Mezzogiorno. Il seminario, organizzato dall'Ipres (Istituto pugliese di ricerche economiche e sociali), proseguendo il percorso di approfondimento sulla “questione meridionale” avviatosi due giorni fa nell’ambito della fiera del Levante con la giornata del Mezzogiorno, ha offerto numerosi spunti di riflessione e proposte concrete per un reale sviluppo del Sud Italia, condizione considerata ormai, in modo unanime, imprescindibile per la crescita dell’intero Paese. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra i più importanti istituti di ricerca nazionali (Isae, Svimez, Formez, Cnel, Confedir.Mit) con i quali l’Ipres (Istituto pugliese di ricerche economiche e sociali) ha avviato nell’ultimo anno intense attività di collaborazione nella ricerca su temi sociali ed economici di grande attualità per il Mezzogiorno, in particolare sui flussi migratori, sul federalismo fiscale e sul capitale umano. L’opzione più accreditata emersa nella giornata di lavoro consiste nella creazione di un sistema di governance politico-istituzionale di livello macro-regionale, un disegno unitario e coordinato, quindi, tra tutte le regioni del Mezzogiorno. Questa via per il superamento del dualismo tra Nord e Sud viene indicata e sostenuta dal presidente della Svimez Nino Novacco in un recente rapporto. E proprio il pensiero del meridionalista Novacco offre il titolo all'incontro. Antonio Marzano, presidente del Cnel, ha svolto specifiche osservazioni sul tema delle “gabbie salariali” evidenziando come le retribuzioni monetarie debbano tenere conto non solo del costo della vita ma, anche, della qualità dei servizi che, come è noto, nel Mezzogiorno non è pari a quella del resto del Paese e determina oneri aggiuntivi per le famiglie e le imprese. Riccardo Padovani, direttore della Svimez, nel suo intervento ha documentato il persistente divario economico tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. Padovani ha evidenziato da un lato il forte calo dell’occupazione industriale al Sud (-6,6% con una perdita do 57mila addetti), dall’altro il fatto che la spesa pubblica in conto capitale aggiuntiva al Sud sia passata dal 40,1% del 2001 al 34,8% del 2008, servendo solo a compensare il deficit di spesa ordinaria. Nel proporre tali risultati Padovani ha anche sottolineato il minore tasso di sviluppo del Mezzogiorno rispetto ad altre aree deboli dell’Unione Europea, individuando la necessità di avviare un “forte processo di riforma interna della programmazione europea 2007-2013 per il Sud, che ponga vincoli più stringenti alla frammentazione, alla dispersione territoriale e all’eccesso di localismi”. Alberto Majocchi, presidente dell'Isae, ha indicato la ripresa, seppur lenta, del ciclo economico, avvenuta a partire dalla primavera scorsa a livello sia nazionale sia locale. Ha osservato come la fiducia delle imprese e dei consumatori si collochi, oggi, su livelli nettamente superiori rispetto a quelli dei minimi dello scorso marzo, non solo per gli interventi sulle scorte di magazzino, ma anche per il recente miglioramento del portafoglio ordini delle imprese. Angelo Raffaele Dinardo, vicepresidente del Formez, già presidente della Regione Basilicata, ha portato la testimonianza del successo della programmazione concordata con la Regione Puglia presieduta da Salvatore Distaso nel campo dell’energia e dell’acqua. Nicola Di Cagno, presidente dell'Ipres, ha sottolineato la possibilità di rilanciare la “Conferenza delle Regioni meridionali” quale strumento per l'individuazione delle priorità strategiche dello sviluppo e, a livello regionale, il “Consiglio delle Autonomie locali” per promuovere la coesione territoriale e concentrare le risorse. Di Cagno ha poi richiamato l’attenzione sulla urgente necessità di predisporre progetti da avviare in tempi rapidi per scongiurare la perdita di risorse finanziarie nazionali e comunitarie e migliorare la qualità della spesa pubblica. Gli atti del seminario saranno disponibili a breve sul sito dell’Ipres www.ipres.it.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!