Via Brenta. Il Comune sospende l’acquisto

La decisione ieri in Giunta. Troppi dubbi sui contratti di leasing stipulati nel 2000 e 2003 dal Comune di Lecce con la società milanese Selmabipiemme. Un esperto analizzerà le condizioni della trattativa

Paolo Perrone, sindaco di Lecce, vuole vederci chiaro e sull’acquisto dei due immobili di via Brenta destinati al Tribunale fa un passo indietro. Sull’annosa questione è infatti attualmente in corso un’inchiesta della Procura e, in attesa di saperne di più, al termine della riunione di Giunta di ieri, il sindaco ha deciso di sospendere in via cautelativa il pagamento delle rate alla “Selmabipiemme” di Milano, la società di leasing attuale proprietaria degli immobili. Non solo. L’esecutivo di Palazzo Carafa ha anche dato mandato al primo cittadino di incaricare un esperto, probabilmente un professore universitario del Foro di Milano, di approfondire le condizioni della trattativa che lega il Comune alla “Selmabipiemme”. I contratti di affitto in questione per i due locali risalgono rispettivamente al 2000 ed al 2003, quando l’Amministrazione cittadina era guidata da Adriana Poli Bortone. Il Comune era subentrato nella contrattazione di vendita dopo che i costruttori avevano aperto il leasing con la società milanese. La determina che sancisce il passaggio da contratto di affitto a leasing fu firmata dal dirigente di allora, senza passaggi in Giunta, ad un costo di acquisto fissato di 35 milioni di euro. “Una cifra che mi sembra spropositata – ha commentato Perrone – e che potrebbe minare la stabilità finanziaria del Comune. Anche perché – aggiunge – al di là del costo dell’immobile stabilito dal contratto, quel leasing ha un costo annuale di circa due milioni e mezzo di euro”. Pagamenti sospesi, dunque, in attesa di saperne di più. Ma non è escluso che si possano presentare nuove spese per l’Amministrazione leccese: la Selmabipiemme potrebbe intraprendere un’azione risarcitoria.

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