Metalmeccanici in ginocchio

1.080 lavoratori del metalmeccanico su un totale di 1.776 sono in cassa integrazione. Cgil, Cisl e Uil lanciano l'allarme

1.080 lavoratori del metalmeccanico su 1.776 sono in cassa integrazione. Solo il Tac sta peggio. Sono i dati allarmanti di uno dei settori da sempre trainanti dell’economia salentina e che oggi si ritrova sull’orlo di un baratro. Il 2009 è stato un anno di crisi nera per questo comparto produttivo che sta pagando la sua quasi totale dipendenza dalla Fiat Cnh: va a fondo la Fiat, trascina tutti con sé. Che ne sarà degli oltre mille lavoratori della provincia di Lecce, quando in autunno verranno meno gli ammortizzatori sociali? E’ la domanda che si stanno ponendo in questi giorni le segreterie provinciali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil che lunedì scorso si sono riunite per fare il punto sulla crisi. Le aziende salentine, prima fra tutte l’Alcar (le altre sono Cnh Italia, Nardò Technical Center, Casta), soffrono da tempo di mancanza di fatturato e di liquidità, soprattutto in seguito alla decisione di Fiat di ritardare il pagamento delle fatture. Nello specifico, Alcar ha 318 dipendenti su 340 in cassa integrazione fino al prossimo 3 ottobre; Chn ne ha 450 su 545; Technical Center, 106 su 119 fino al 17 ottobre; i 42 lavoratori di Casta sono ancora in attesa di un provvedimento. Per queste ragioni i sindacati chiedono ad Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, e ad Ernesto Toma, assessore provinciale al Lavoro, di istituire un tavolo apposito a Palazzo dei Celestini che serva ad avere piena conoscenza dei problemi del settore, agevolare il rapporto con il Governo a proposito della gestione della cassa integrazione che da ottobre sarà “straordinaria”, intraprendere iniziative che tutelino lo stipendio dei lavoratori del metalmeccanico e agevolino lo sviluppo del comparto. Intanto per le ore 11 di oggi è stato convocato un vertice in Prefettura sull’emergenza occupazione, richiesto dalle sigle sindacali.

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