Sesso e politica. Tarantini fa il nome Frisullo

“Fornivo donne ai politici in cambio di favori”. Dagli interrogatori di Giampy Tarantini, imprenditore della sanità sotto inchiesta, spunta il nome di Sandro Frisullo, ex vice di Vendola. Ma non solo

Le dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese della sanità finito sotto inchiesta per corruzione, favoreggiamento della prostituzione e cessione di cocaina, ci sono. Sono riportate, nero su bianco, sui fascicoli della maxi-inchiesta avviata dalla Procura di Bari. L’indagine è quella del pm Giuseppe Scelsi; si tratta, per la precisione, di una delle cinque indagini relative ai rapporti tra sanità e politica pugliese. Quelle dichiarazioni rilasciate nel corso degli interrogatori (quello del 29 luglio 2009 in particolare) cui Tarantini è stato sottoposto sono state riportate ieri dal Corriere della Sera e dal Corriere del Mezzogiorno. Dai documenti emerge il presunto scandalo a luci rossi che ha sconvolto, ancora una volta, la politica regionale. Emerge, soprattutto, il nome di Sandro Frisullo, all’epoca dei fatti vice-presidente dell’Ente regionale. Il suo nome viene tirato in ballo più volte da Tarantini (leggete le dichiarazioni dell’imprenditore riportate in versione integrale in “Frisullo e le prostitute”, sul blog “Caffè nero bollente” della direttora Mastrogiovanni). Esso emerge a proposito degli incontri organizzati in un appartamento barese affittato dallo stesso politico per favorire gli incontri con le escort, della frequentazione tra l’esponente del Pd e lo stesso Tarantini al fine di favorire a questi una maggiore visibilità nel mondo della sanità e, di conseguenza, un’accelerazione nei pagamenti delle prestazioni effettuate dalle sue aziende. Ma nelle dichiarazioni dell’imprenditore oltre al nome di Frisullo c’è anche quello di Massimo D’Alema. A D’Alema Tarantini avrebbe pagato il conto di una cena elettorale. Il politico ribatte di non conoscere l’imprenditore barese e di non aver mai avuto alcun rapporto con lui. “Non vedo che cosa c’entri una cena elettorale – aggiunge – che è del tutto legittima, con lo sfruttamento della prostituzione, che è un reato”. Frisullo, invece, preferisce non commentare.

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