Casarano. La corsa alle statue

Per la tradizionale processione del Venerdì Santo la confraternita di “Maria SS. Immacolata” ha ricevuto la proposta di Ivan De Masi, Attilio De Marco, Massimo Toma e Marcello Torsello

Anche a Casarano c’è grande attesa per la tradizionale processione del Venerdì Santo, uno dei riti religiosi più sentiti dai fedeli e dai cittadini. Domenica scorsa, la confraternita di “Maria SS. Immacolata”, organizzatrice dell’evento religioso, ha chiuso le prenotazioni dei portatori delle cinque statue della celebrazione. Nelle ultime ore, però, la confraternita ha ricevuto una richiesta veramente singolare, quella di un gruppo particolare che si è offerto di portare la statua della Madonna Addolorata. Si tratta del sindaco della città, Ivan De Masi, e degli assessori Attilio De Marco, Massimo Toma e Marcello Torsello. La richiesta è singolare: è infatti la prima volta che uno o più amministratori esprimono il desiderio di partecipare fattivamente alla processione, ed ha sicuramente sorpreso le autorità religiose e i responsabili della confraternita. Mentre scriviamo, però, non è ancora certo se una delle statue più amate dai fedeli (è quella che chiude la processione) sarà portata in spalla anche dal sindaco e dagli assessori. I cittadini lo verificheranno loro stessi, se cioè il primo cittadino e i suoi assessori sfileranno come sempre alle spalle della statua oppure saranno tra i gruppi dei portatori. Ma al di là della devozione, quali sono i motivi di questa scelta? “Come rappresentanti dell’istituzione cittadina – spiega Marcello Torsello – vogliamo dare un segnale di sincera partecipazione religiosa. La presenza degli amministratori pubblici, o dei politici in genere, alle processioni viene vista dalla gente come qualcosa di negativo, come un mezzo per apparire, per farsi vedere, come se si volessero sfruttare i riti religiosi. Noi vogliamo sfatare questo luogo comune – prosegue l’assessore – se uno crede nei principi della religione cattolica, partecipare alla processione del venerdì santo è un segno di devozione. Se, poi, è nello stesso tempo un rappresentante delle istituzioni – conclude Torsello – sente la necessità di partecipare attivamente al rito religioso”.

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