Un maestro da vicino

Silvano Agosti, regista e scrittore, componente della giuria del Siff di Tricase: “L’essere umano è il più grande capolavoro dell’Universo”

Nel silenzio gelido della platea del cortile di Palazzo Gallone, a film terminato, ad un certo punto un tizio della giuria si alza dalla sedia e senza giri di parole rivolgendosi al direttore della rassegna cinematografica, dice: “Gigi, visto che nessuno interviene, comincio io a fare alcune domande al regista e agli attori. Purtroppo, come sai, la gente è stata abituata dal sistema scolastico e universitario fino ai vent’anni a doversi scordare completamente l’uso della fantasia e della creatività”. È una frase talmente fulminante che il personaggio mi incuriosisce subito. Faccio un cenno ad Agostino che mi si siede a fianco e lui risponde di averlo già visto da qualche parte. Torno a casa e comincio ad informarmi sul web. Scopro un mondo incredibile che ruota intorno a quel signore. Si chiama Silvano Agosti, è un regista-scrittore del bresciano, anche se vuole definirsi semplicemente un “essere umano”, ed è a Tricase, alla quinta edizione del Salento International Film Festival, in qualità di componente della giuria nominata dal direttore Gigi Campanile. Mi intriga il suo presente, il passato ricco di spunti, decido che sarà lui la prima “stella” ad essere intervistata. La sera del giorno dopo intanto, torniamo sul suolo tricasino e Agostino caricata già la macchinetta fotografica al collo, mi dice di “spiantonare” al più presto Silvano dal presidio del cortile dove si proiettano le pellicole in concorso, di portarlo all’aperto sotto i riflessi dorati delle luci della bellissima piazza Pisanelli e di farlo sedere proprio sugli scalini del sagrato della chiesa dei Domenicani, naturale ed incantevole quinta per un’intervista da fare ad un importante maestro del cinema italiano. E così in punta di piedi mi avvicino, gli metto la mano sul braccio e gli dico: “Maestro, possiamo andare di là?”. Allora Silvano Agosti, che cosa le ha colpito di questo Film Festival salentino? Quali pellicole hanno stupito il suo animo? “Dammi del tu, altrimenti penso che stai parlando con ‘lei’ (indica nel vuoto…)”. Va bene, che cosa mi racconti? “Beh, mi ha colpito l’alto livello di qualità tecnica di tutti i film in rassegna. E poi il clima poetico umanamente molto ricco, che c’è ormai solo nei piccoli centri, più che nelle grosse città, che entrano in collisione con la creatività ad un certo livello. Per esempio, qui c’è un film, ‘Bliss’ del regista turco Abdullah Oguz, che io ho trovato straordinario, dove si affronta una tematica esattamente perfetta per la Turchia di adesso, perché è un film che parla di una Turchia che per metà è arcaica, remotamente legata a delle tradizioni assurde, un po’ cannibalesche e per l’altra si trova con un’aspirazione profonda di rinnovamento, modernità. Quindi il film è fortissimo, almeno per me”. “Zoè” interpretato da Francesco Baccini (pellicola in concorso), come ti è sembrato? “È la classica opera prima, dove una persona che sta facendo il film, è talmente travolto dall’idea di farlo che non si accorge che ogni tanto lo fa male. Io ho apprezzato molto la bambina protagonista ‘Zoè’, però il migliore è stato il film turco”. [Interviene Agostino Casciaro: “Io propenderei per il film su Reggio Calabria, ‘Liberarsi, figli di una Rivoluzione minore’ di Salvatore Romano”. Silvano: “Quel film è molto misterioso, sostanzialmente dovrebbe essere un’opera fascista, però è un film che fa capire che lo Stato borghese per andare avanti deve adoperare anche il fascismo. Adopera gli anarchici, ruba dappertutto”.] Proprio ieri ho visto su internet un tuo video dal titolo “Discorso tipico di uno schiavo”, il più gettonato, in cui affronti dei temi attuali tra cui quello del lavoro che tu consideri quasi una maledizione per l’uomo. Il lavoro insomma “libera” dalla vita? “No, il lavoro non libera dalla vita. Però il lavoro praticato per nove ore al giorno è una forma di bulimia produttiva e, naturalmente, così come il bulimico mangiando tutto il giorno ad un certo punto vomita, chi lavora nove ore al giorno ad un certo punto invece di produrre, distrugge. Io propongo una dose di lavoro davvero produttiva: tre ore al giorno è una quantità enorme di tempo, sono 180 minuti. Uno produce l’ira di Dio in tre ore se è felice, mentre se è infelice anche in dieci ore non produce quasi niente”. Vallo a dire alla classe dirigente attuale… “Vedi, queste che ti faccio sono semplicemente considerazioni di buon senso e basta. Ma siccome nel potere non c’è un minimo di buon senso, perché al potere ci sono solo le persone meno intelligenti del Paese. Tu leggi il mio libro ‘Lettere dalla Kirghisia’ e lì vedrai che io ho descritto un paese dove siccome i politici fanno del volontariato e non vengono pagati, sono le persone automaticamente migliori del paese e quindi essendo migliori sono anche capaci di gestire per davvero il paese”. Restando sempre in tema di lavoro, Silvano, addirittura la nostra società esalta il lavoro in un giorno stranamente di “festa”… “Intanto anche per i testi sacri il lavoro è una maledizione. La Bibbia dice: “hai commesso un errore terribile e adesso dovrai lavorare”. Il lavoro è una punizione. Invece la creatività, la produttività sono tutti sentimenti e realtà straordinarie che la natura offre. Obbligare le persone a lavorare nove ore al giorno, è come toglierli la possibilità di vivere e quando tu vuoi dominare davvero il mondo, lo domini sull’esistenza non sulla vita. La vita non si fa dominare, l’esistenza sì purtroppo. La stessa cosa succede a scuola. Io venerdì prossimo andrò a Brescia a presentare il mio nuovo libro che si chiama “Il genocidio invisibile” dove ho cercato di dimostrare che le scuole in Occidente sono sostanzialmente una imitazione specifica dei campi di sterminio dove oggetto dello sterminio non è più il corpo come ad Auschwitz Birkenau, ma è la personalità. Un ragazzo entra che è unico, irripetibile nella storia intera dell’umanità ed esce che è un ragioniere, tecnico, dottore”… Insomma, omologato al sistema? “Uguale! Non è più lui e allora gli danno il diploma di maturità o la laurea. Dove tu sei maturo per essere sottomesso e non sei più te stesso”. Il sistema ti boicotta? Ti boicottano? “Ma no, non mi boicottano, diciamo. La tassa che pago però è che i miei film non li ha visti mai nessuno in Italia. La Rai li ha comprati tutti per non farli vedere. Ne ha programmato uno solo su undici alle 2.40 di notte, ‘D’Amore si vive’. E io però non mi lamento di questo, anzi ciò mi fa capire che sono sulla strada giusta, io amo moltissimo essere emarginato dalla mafia. Sai qual è stata l’idea straordinaria di Berlusconi? È stata questa: gli americani hanno vinto facendo un accordo con la mafia, faccio anche io un accordo con la mafia e vinco, è così semplice”. Ma non è che lui sia invece espressione di quel sistema? “No, lui non ne ha bisogno. Non è che gli americani sono espressione della mafia, però hanno usato la mafia per sbarcare in Sicilia o smantellare l’Unione Sovietica, e Berlusconi sta usando la mafia per smantellare la democrazia in questo paese. Ma non c’è problema, tanto ormai è difficile riuscire a fermare un movimento che è stato determinato attraverso i secoli. Per fortuna che l’Italia si trova nell’Unione europea”. A meno che la Ue non sia essa stessa una aggregazione totalitaria, visto l’ultimo provvedimento che vuole imporre 60 ore settimanali ai lavoratori… “Ti dico una cosa, ieri tutte le scuole inglesi hanno eliminato dal programma la Shoah, dicendo che è lesiva della sensibilità araba, perché gli arabi sostengono che non è mai esistito…, sono tutte porcherie queste”. Stanno privatizzando tutti i beni pubblici. “Ma sai, in Italia non sono mai esistiti i beni pubblici perché lo Stato è sempre appartenuto ai privati. La Fiat si è tenuta in piedi quando la produzione diminuiva, metteva gli operai in cassa integrazione con i soldi dello Stato. La Fiat è sempre stata dei capitalisti”. Parlami del tuo prossimo film, quale sarà? “Ma io non ho mai avuto un prossimo film, ho una prossima vita. Io non vivo nella condizione che ci siano tante vite, vivo nella certezza che ce ne sia una sola in tutto l’arco dell’eternità. Mi pregio nella mia esistenza vitale di aver disobbedito con amore a tutte le norme di questa cultura, che è una cultura sostanzialmente criminale e truffaldina, per cui la gente anche la migliore, fa degli errori uno dietro l’altro, si sposa, fuma, va a lavorare nove ore al giorno. Tutte cose che producono una profonda infelicità dell’anima. Invece se tu sei, solamente, contento di vivere e non fai niente, stai meglio, anche perché credo che le persone debbano avere il diritto a non fare niente, all’otium e non solo al negotium. Io vedo, per esempio, a Roma in via Ottaviano centinaia di negozi sempre vuoti. Sono aperti tutto il giorno e se qualcuno si affaccia verso le 5 del pomeriggio vede tutte queste povere commesse che stanno lì nove ore al giorno a far niente…qualche volta mi verrebbe da dire ad una di loro: ‘ma apri alle cinque!, che te ne frega!’. Tutto questo lo chiamo regime, perché noi ci troviamo a vivere in una feroce dittatura democratica e l’economia non è che uno scudo dentro cui si nasconde una classe politica che non è capace non dico di gestire la realtà, ma neanche di capirla. Quindi io sostengo che le persone devono avere la forza di modificare se stesse, a cominciare dalle parole che usano. Mi spiego: se ognuno di noi anziché dire “mia moglie” [qui Silvano chiede ad Agostino se è sposato, la risposta è “no”] dicessimo “Anna”, faremmo una delle più grandi rivoluzioni perché “Anna” è una donna, mentre l’espressione “mia moglie” è un fossile, non è niente, non ha identità. [Agosti qui all’improvviso si rivolge ancora all’artista-fotografo di Vignacastrisi che nel frattempo aveva acceso furtivamente una sigaretta, e sbotta: “Non sei sposato, però fumi?”. “Mi piace…”, risponde pacato Agostino]”. Perché Silvano del fumo cosa pensi? “Sul fumo io dico sempre che il numero di sigarette che una persona fuma è esattamente il numero degli amori di cui avrebbe bisogno e che non è capace di avere per ragioni etniche, culturali, personali”. E un non fumatore non sposato? “Beh, un non fumatore non sposato ha buone probabilità di diventare un essere umano. E quando diventa un essere umano ha tutto quello che gli serve perché l’essere umano è il più grande capolavoro che la natura abbia mai concepito. Solo che non lo sa nessuno. Io adesso voglio proporre alle Nazioni Unite di dichiarare Patrimonio dell’umanità, l’Essere Umano. Patrimonio dell’umanità non dovrebbe essere il campanile di Giotto che comunque è bellissimo, ma l’essere umano lo batte da tutti i punti di vista. Qualsiasi essere umano, si intende”. Gli animali, le piante, non sono anch’essi un capolavoro? “Sono anch’essi interessanti, ma non come l’uomo perché lui diversamente dagli animali, si esprime attraverso un linguaggio che è proprio misteriosamente suo e di nessun altro. Invece gli animali hanno un linguaggio standardizzato. Tutti i canarini cantano da canarini, tutti gli usignoli cantano da usignoli. Invece gli uomini se fossero lasciati in pace a crescere spontaneamente, ognuno avrebbe la sua lingua, il suo mondo, la sua visione della realtà. Sarebbe una fioritura straordinaria. Nel mio libro che sto scrivendo adesso ‘Il ritorno di Pinocchio’, Pinocchio per spiegare ad un bambino i danni che fa la scuola gli dice: ‘sai se gli alberi andassero a scuola, li farebbero diventare tutti pali della luce’”. Silvano, cambiamo argomento, dimmi qualcosa su questo territorio. Il Salento si sta omologando ai sistemi urbani del Nord Italia ed europei? “Ma no, guarda che i bambini nascono non omologati…Io nel Sud eliminerei qualsiasi fenomeno industriale, meno il turismo. Il Sud dovrebbe essere un giardino straordinario dove quelli del Nord che hanno le industrie vengono a portare i soldi d’estate e poi basta. Così il Sud potrebbe ballare”. Della Lega che mi dici? A Brescia, il tuo paese natale, che aria tira? “La Lega è un fenomeno previsto a livello etnico, perché quando ci sono le grandi unioni, come si stanno verificando ora, accade che si formino delle piccole disgregazioni, quindi è tutto previsto. Nel momento in cui l’Europa andrà ad unire tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, la Russia e tutti i paesi dell’Europa, ci saranno sempre fenomeni locali di intransigenze e scissioni. Se tu osservi bene il globo terracqueo, noti che all’origine c’era un grande triangolo che si è spaccato in mezzo e ha formato altri continenti. Ma è un fenomeno insignificante. Il problema della politica in Italia è che essa è sottomessa quasi completamente all’America e quindi i politici locali non hanno quasi nessun potere e quindi possono discutere di cose tipo l’Alitalia ecc, miserie così…Non possono mica mettersi a discutere di posti di lavoro che durano massimo tre ore al giorno…”. Cos’hai visitato di questa terra? Tricase, Leuca? “Ho visto tutto, lo conosco bene questo posto. Il Sud se vuoi è molto simile alle donne, è sempre stato emarginato per paura della sua straordinaria potenza culturale. Purtroppo essendo emarginato, si sente impotente. Anche per le donne la stessa cosa, hanno dentro una potenza straordinaria, che però si affievolisce quando vengono trasformate in mogli così come il Sud viene trasformato in un luogo islamico, di sottomessi. Lo sai, la parola Islam vuol dire letteralmente ‘i sottomessi’… Basta, altrimenti mi arrestano…”.

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