“Perrone? Un sindaco in scacco”

Antonio Rotundo: “Lecce non può avere più assessori di Roma. I contribuenti leccesi non possono pagare gli sprechi del primo cittadino”

“Un sindaco debole, delegittimato e, senza il sostegno della Poli, in minoranza in città come ha dimostrato il recente voto delle provinciali, ha annunciato che presto avremo la nuova Giunta espressione della maggioranza del ribaltone. Una maggioranza in cui l’unico collante sembra ormai essere rappresentato dall’interesse personale e dalla promessa di prebende ed in cui ogni consigliere ritenendosi determinante alza continuamente il proprio prezzo, è destinata a moltiplicare i posti per tentare di accontentare quanti più appetiti possibili per poter tirare a campare. Ma può Lecce avere più assessori di Roma, che oltre ad essere la capitale del Paese è una città di tre milioni di abitanti? Di Firenze che ne ha dieci e di Bari che ne ha undici”? Antonio Rotundo, leader di opposizione al Comune di Lecce, interviene sulla situazione amministrativa cittadina e commenta le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Paolo Perrone a proposito dell’imminente rimpasto in Giunta. “Se ciò dovesse accadere – continua Rotundo – sarebbe scandaloso, uno schiaffo alla città, uno sperpero inaccettabile di danaro pubblico a carico dei contribuenti leccesi che la città non può permettersi, soprattutto in un momento di grave crisi economica, sociale e di caduta dell’occupazione”. L’invito che Rotundo a nome dell’intera opposizione rivolge al sindaco è di fare scelte ispirate alla sobrietà ed al contenimento delle spese “sia per quanto riguarda i costi della politica, così come si era impegnato in campagna elettorale, sia per quanto riguarda i costi dei dirigenti tra i più elevati d’Italia. In caso contrario – continua – dobbiamo pensare che ormai i consiglieri comunali esercitano sul sindaco un potere di pressione e di contrattazione che in cambio dei loro voti in Consiglio lo tengono letteralmente sotto scacco politico”.

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