La piccola orchestra popolare Tzichì

Una novità nel panorama musicale salentino di quest'ultima calda estate che volge al termine

Tra le tante novità nel panorama musicale salentino, in quest’ultima calda estate si è segnalata tra i borghi di diverse località della provincia, la presenza di un nuovo gruppo di musica popolare: La piccola orchestra popolare Tzichì. Otto componenti messi insieme dal maestro Gianluigi Corsano(pianoforte, arrangiatore e compositore)con l’intento di produrre nuova musica e di rivalutare il patrimonio delle tradizioni musicali salentine, attraverso un linguaggio compositivo capace di fondere assieme le celebri melodie della cultura locale, in particolar modo grika e del Meridione d’Italia, con richiami alle sonorità derivanti dall’intero Mediterraneo, in una sorta di fusione compositiva contraddistinta da spunti classicistici che ben si adattano alla raffinata e agile voce di Tiziana De Vito. Del gruppo fanno parte anche i maestri Maurizio Borrega(clarinetto), Gianluca Milanese(flauti), Davide Rizzo(violino), Francesco Vaglio(chitarra), Angelo Urso(contrabbasso), Emanuele Pispico(percussioni). “Tzichì in griko significa anima – spiega Tiziana De Vito – il nostro simbolo è la Specchia dei Mori, storica torre di avvistamento situata nei pressi di Martano, che secondo un’antica leggenda ingoiava l’invasore giunto dall’Oriente. La nostra musica vuol dare sfogo alla voce di tutte le anime antiche, quelle nostrane ma anche quelle giunte da lontano, dall’Oriente o dai Balcani, nel passato come anche nella storia più recente del nostro mare che dalla torre poteva scorgersi benissimo. Nel bel mezzo di ciò che oggi ci appare come un imponente cumulo di sassi vi è cresciuto un grosso albero: secondo noi esso rappresenta la vita, il frutto dell’incontro delle anime in essa inglobate, la continuità col mondo antico, il punto d’incontro tra le diverse culture. Alla stregua di quest’immagine la nostra musica vuole dar voce all’anima misteriosa della lingua grika, che, per quanto arcana, vive, danza, urla nelle vie dei nostri paesi della Grecìa Salentina nel timore di essere dimenticata”.

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