Don Stefano: “Me ne vado”. Ma i cittadini non vogliono

GUARDA IL VIDEO. Solidarietà di parrocchia e cittadini nei confronti di don Stefano Rocca, dopo le scritte offensive su un muro di fronte alla chiesa ed il litigio in diretta tv con il sindaco Eugenio Ozza. Diverse iniziative di “Io conto” per i prossimi giorni

“Se sono io il problema di Ugento, sono pronto ad andarmene. Se sono io la causa dell’irrespirabile clima che regna in città, parlerò io stesso con il vescovo e chiederò di essere trasferito altrove. Ciò, tuttavia, non mi impedirà di portare avanti, anche a distanza, la mia battaglia in nome della verità attorno all’omicidio di Peppino Basile”. Don Stefano Rocca, parroco di Ugento, non si lascia intimorire dai fatti delle ultime ore: le scritte offensive contro la Chiesa e contro l’uomo di Chiesa comparse sabato mattina sul muro di un edificio che si trova di fronte alla parrocchia e visibili solo dalla finestra della sagrestia, e l’acceso diverbio telefonico in diretta tv tra lui ed Eugenio Ozza, sindaco del Comune salentino, ospite quest’ultimo della trasmissione “Linea diretta” di Telerama. “La tranquillità di Ugento – dice – è ciò che più mi sta a cuore e lotterò senza sosta per garantirla. Se il sindaco ritiene che sia io il responsabile dell’atmosfera di paura, allora porrò fine io stesso a questa condizione andando via”. Riferendosi alle dichiarazioni rilasciate da Ozza nel corso del programma tv, precisa: “Il sindaco dichiara il falso quando dice che io critico l’operato della magistratura circa le indagini sull’omicidio Basile e che tento di screditare in ogni modo l’attività dell’amministrazione locale. Io non ho a contro Ozza, che mi risulta si sia recato a Roma a chiedere di allontanarmi da Ugento, e la sua amministrazione né contro la magistratura, ma credo, al contrario, che la ricerca della verità sia una ricerca da condurre insieme e che cittadini, enti, istituzioni, tutti possono e devono fare la propria parte”. Da sabato, intanto, sono state tante la manifestazione di solidarietà verso il parroco. “I parrocchiani ieri, durante la messa, mi hanno fatto sentire la loro vicinanza incitandomi a continuare nella mia battaglia e chiedendomi di non andar via” ed anche il comitato civico “Io conto”, con i rappresentanti del Consiglio pastorale della parrocchia Don Bosco, sono intervenuti diramando un comunicato stampa (in allegato) nel quale si schierano apertamente a difesa di don Stefano, rimasto vittima, sostengono, della “nuova campagna di provocazione (da parte del sindaco Eugenio Ozza, ndr) di cui non comprendiamo la finalità”. I firmatari del documento esprimono la loro vicinanza al sacerdote e “lo invitano a desistere dalla richiesta di trasferimento come da lui stesso annunciato”. Si chiedono anche “se il sindaco è portavoce di se stesso e se gli altri componenti la maggioranza approvano tale operato! I componenti di maggioranza e il loro capogruppo in Consiglio comunale approvano anch’essi e assistono passivamente alle figuracce che colleziona il sindaco anche a loro nome? Ci appelliamo ancora una volta – continuano – alle forze dell’ordine, affinché vigilino attentamente sulla ripresa di queste attività di provocazione, per non rischiare di creare un clima di tensione ad Ugento che potrebbe sfociare in scontri fisici”. Per far sentire a don Stefano la loro presenza, “Io conto” ed il Consiglio pastorale hanno inoltre organizzato una serie di iniziative per i prossimi giorni: domani (8 settembre), una delegazione si recherà da Vito De Grisantis, vescovo della diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca, per sollecitare un intervento sulla vicenda; mercoledì (9 settembre) avrà luogo una conferenza stampa presso la sala conferenze dell’oratorio; sabato prossimo (12 settembre) si svolgerà una manifestazione della comunità cristiana locale per esprimere ancora una volta solidarietà al parroco.

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