Il riso degli altri

Da dove viene tutta questa gente sola? Se lo domandavano i Beatles guardando Eleanor Rigby

Una donna sola, che passa i giorni a raccogliere i chicchi di riso lanciati alle altre spose. Un prete tutto intento a scrivere sermoni che nessuno ascolterà. Due vite che si incrociano quando lei morirà e lui le scaverà la fossa. Questa è “Eleanor Rigby” dei Beatles. Da dove viene, a chi appartiene tutta questa gente sola? Se lo domanda anche un sito canadese dedicato agli homeless: The Eleanor Rigby Project. E Aretha Franklin toglie i violini, mette basso, piano e batteria e grida: “Eleanor Rigby sono io!” (video scomparso dal web; ci resta Ray Charles , col suo abilissimo gioco di addizioni e sottrazioni ritmiche). Come ogni grande personaggio letterario, Eleanor ha preso vita, sebbene a lei non siano stati dedicati più di una manciata di versi e quattro accordi. Sono in molti a giurare che esiste. I maniaci del biografismo hanno scoperto la lapide di una Eleanor Rigby, morta nel 1939, presso la chiesa di San Pietro, a Woolton, sobborgo di Liverpool dove Lennon conobbe McCartney durante una festicciola parrocchiale. I giallisti incalliti sospettano che l’abbia uccisa il prete. Ma a Paul McCartney sarebbe piaciuta quella frase di Manzoni: “Di donna Prassede, quando si dice ch’era morta, è detto tutto”.

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